I ribelli di pianura a Villa Recalcati
Questa sera alle 17.45 presso la Sala Ambrosoli di villa Recalcati si terrà la presentazione del libro di Alberto Tognola. Intervengono, oltre all’autore, lo storico Franco Giannantoni, e Cristina Riva, consigliere provinciale con delega alla Cultura
Mercoledì 26 settembre alle ore 17.45 presso la Sala Ambrosoli di villa Recalcati si terrà la presentazione del libro “Ribelli di pianura” di Alberto Tognola (foto). Intervengono, oltre all’autore, Franco Giannantoni, studioso della Resistenza e dell’Italia repubblicana, e Cristina Riva, consigliere provinciale con delega alla Cultura.
Alberto Tognola, ex sindaco di Daverio, ex consigliere provinciale, attento studioso della realtà politica, presenta nel suo libro uno spaccato finora poco noto della Resistenza varesina che, attraverso piccoli gruppi dipendenti dalla 121a brigata d’Assalto Garibaldi “Walter Marcobi”, operarono nella zona pianeggiante e lacuale fra Bodio Lomnago, Azzate, Daverio, Comabbio e Villadosia.
Una guerriglia aspra, spesso mortale, con le regole del “mordi e fuggi”, che lasciò un forte segno nel bilancio dello scontro armato fra chi si opponeva all’occupante tedesco e alle milizie di Salò. Il taglio della ricerca è lontano dai condizionamenti retorico-patriottardi che di solito accompagnano la scrittura di queste vicende. Tognola affonda la penna con coraggio e rigore anche nelle pagine più amare, quelle che lacerarono i comandi della brigata Gap varesina e che portarono alla morte di Walter Marcobi e alla distruzione della banda militare autonoma “Lazzarini” del Luinese.
Scavando negli archivi pubblici e privati del territorio seguiamo gli operai della Savoia-Marchetti che smantellano le armi dagli areoplani, le portano in un cascinale di Comabbio per poi farle avere ai garibaldini della Valsesia e della Val d’Ossola; il conte
Piero Puricelli che, impegnato a salvare la pelle compromesso com’è con il fascismo, dà una buona mano ai partigiani; la collaborazione di Giuliana Gadola dalla villa di Bodio Lomnago al marito Filippo Maria Beltrami “il capitano” caduto il 13 febbraio 1944 a Megolo in Val d’Ossola con il giovanissimo Gaspare Pajetta e altri compagni, il brutale eccidio a Travedona Monate il 7 aprile 1945 alla vigilia della Liberazione, dei gappisti Achille Motta ed Emilio Contini ad opera della Brigata Nera di Arezzo; il fitto lavorio dei parroci della zona impegnati a aiutare chi combatte per la libertà; l’impegno civile nei vari Comuni della plaga con il sorgere delle prime strutture democratiche e la nomina dei sindaci usciti dalla temperie della guerra.
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