Dai dati alle decisioni. A Varese la statistica entra nelle politiche locali
Dai dati sul benessere territoriale al mercato del lavoro, fino alle sfide dei comuni. Il seminario promosso da Istat, Liuc e Prefettura ha mostrato come la statistica possa diventare uno strumento concreto per programmare le politiche pubbliche
Come trasformare i dati in decisioni pubbliche più efficaci? È stata questa la domanda al centro del seminario “La statistica ufficiale a supporto della policy locale”, ospitato nella sala convegni della Provincia di Varese e promosso da Istat, Prefettura e Università Liuc di Castellanza. Un incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo statistici, amministratori, accademici e tecnici per riflettere su come le informazioni prodotte dal sistema statistico possano diventare strumenti operativi per i territori.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del prefetto di Varese Salvatore Rosario Pasquariello, del presidente della Provincia Marco Magrini e del direttore centrale Sistan e Territorio di Istat Matteo Mazziotta, e della professoressa Chiara Gigliarano della Liuc.
La statistica non è soltanto una raccolta di numeri, ma una base conoscitiva indispensabile per programmare e valutare le politiche pubbliche. Tra i temi affrontati, il ruolo delle analisi statistiche nella costruzione del Documento unico di programmazione degli enti locali e l’ampia offerta di dati e indicatori messi a disposizione dall’Istat a livello comunale. Un patrimonio informativo che, come è stato sottolineato, può aiutare amministrazioni e decisori a leggere i cambiamenti sociali ed economici con maggiore precisione.
Particolare attenzione è stata dedicata al sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile (BES) e alla sua declinazione territoriale. Il valore aggiunto di questi strumenti, è stato spiegato, sta nella capacità di integrare diverse dimensioni del benessere – dal lavoro alla salute, dall’istruzione all’ambiente – offrendo una lettura multidimensionale dei territori.
Nel caso della provincia di Varese, l’analisi degli indicatori evidenzia un profilo complessivamente solido rispetto alla media nazionale. I punti di forza emergono soprattutto nel mercato del lavoro, nella sicurezza, nei livelli di istruzione e nella salute. Alcune criticità riguardano invece ambiti specifici come l’ambiente e la qualità dei servizi, in particolare la diffusione della linea fissa ultraveloce.
Nel confronto con la Lombardia, invece, Varese risulta complessivamente allineata, con scostamenti che si concentrano soprattutto su servizi e livelli di reddito. Proprio il tema del lavoro è stato al centro dell’intervento della Provincia di Varese, con l’intervento di Francesco Maresca, responsabile settore Lavoro della Provincia di Varese.
I dati delle comunicazioni obbligatorie, che registrano assunzioni, cessazioni e trasformazioni dei rapporti di lavoro, rappresentano una fonte fondamentale per monitorare il mercato occupazionale. Se il tasso di disoccupazione si mantiene su livelli fisiologici, la sfida principale riguarda oggi il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ovvero la difficoltà delle imprese nel trovare lavoratori con le competenze richieste.
A Varese questo disallineamento riguarda oltre la metà delle posizioni ricercate. Per affrontare il problema, Provincia e Camera di commercio hanno realizzato uno studio sul fabbisogno professionale e sulle competenze richieste dalle imprese, integrando diverse fonti di dati – dalle comunicazioni obbligatorie agli annunci online – anche con strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale. I risultati sono stati utilizzati, tra l’altro, per orientare i percorsi formativi e migliorare il collegamento tra sistema educativo e mondo del lavoro.

Il seminario si è concluso con un dialogo tra Federico Visconti, professore ordinario di economia aziendale della Liuc, e l’ex presidente Istat Giancarlo Blangiardo, oggi sindaco di Meina.
Il confronto ha riportato la statistica alla dimensione concreta dell’amministrazione locale: per chi governa un territorio, i dati servono soprattutto a capire i problemi e a misurare l’efficacia delle politiche. Demografia, servizi per una popolazione sempre più anziana, scuola e sanità di prossimità sono ambiti in cui la conoscenza statistica può guidare le scelte amministrative. Ma, è stato ricordato, perché questo accada servono anche maggiore diffusione e capacità di utilizzo delle informazioni disponibili. La statistica ufficiale rappresenta dunque una risorsa preziosa per le comunità locali, ma il suo valore si realizza pienamente solo quando i dati diventano strumenti di conoscenza condivisa e di decisione pubblica.
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