Anche gli spacciatori di Lonate si rifornivano nei boschi

Dalle carte dell'inchiesta Atlantic emerge la collaborazione tra due dei tre gruppi di spacciatori presenti in paese con i marocchini dei boschi. Solo il gruppo di De Castro ne resta fuori

spaccio droga nei boschi

La droga spacciata dal cartello di Lonate Pozzolo, smantellato dai Carabinieri di Busto Arsizio nei giorni scorsi, veniva dall’imponente giro di spaccio nei boschi attorno alle città del Basso Varesotto.

L’inchiesta Atlantic che ha portato in carcere 10 spacciatori e altri 5 ai domiciliari rivela che anche la criminalità lonatese si serviva dalla rete di venditori di stupefacenti che da anni, ormai, continua ad prosperare nonostante i moltissimi blitz.

L’indagine, dunque, svela il patto di non belligeranza e, anzi, di collaborazione tra gli spacciatori al dettaglio italiani e alcuni marocchini che tirano le fila dell’organizzazione.

Teodoro Leonardi, ad esempio, conosce molto bene quel mondo e in diverse occasioni viene intercettato mentre si accorda per acquistare cocaina nei boschi con Michele Pagliari per poi tagliarla con altre sostanze e aumentarne peso e volume: «Questa è talmente pura che volendo la fai raddoppiare – spiega Leonardi a Pagliari – non puoi mica darla così, fai morire la gente».

Tra gli arrestati, poi, spiccano i nomi di Mohamed Masboul e Zakariya Safoine che, invece, rifornivano la famiglia Torquitto che spacciava nel bar del parco San Rafael, da loro gestito. Anche Angelo e Marco Torquitto, dunque, fanno riferimento a personaggi collegate al mondo dello spaccio nei boschi, in gran parte gestito da marocchini e tunisini.

A servirsi dai De Castro (in particolare il figlio Salvatore), principalmente di marijuana, sono Angelo Alabiso, Matteo Montanari, Simone Fortino e Luigi Stefano Martino ed è l’unico gruppo che non entra mai in contatto con gli spacciatori dei boschi. Il coinvolgimento nello spaccio di Emanuele, in questa inchiesta, non viene contestato dagli inquirenti ma è evidente il tentativo dell’esponente della ‘ndrangheta di imporre la sua figura come quella di riferimento per poter smerciare sostanza senza incorrere in problemi di alcun tipo.

LA MAPPA DELLO SPACCIO NEI BOSCHI IN PROVINCIA DI VARESE

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2018
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