Leonardi: “debole risposta della politica all’università varesina”

il segretario varesino di Forza Italia, che ha assistito al consiglio comunale del 29 ottobre, esprime le sue opinioni. E invita a dare la delega per l'Università all'assessore all'istruzione

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Il coordinatore varesino di Forza Italia Roberto Leonardi, che ha assistito al consiglio comunale di Varese del 29 ottobre, esprime le sue opinioni. E invita a dare la delega per l’Università all’assessore all’istruzione

Il consiglio comunale di lunedì 29 ottobre ha visto una prima e ampia parte dedicata all’intervento del Prof. Coen Porisini, Rettore uscente dell’Università dell’Insubria di Varese e Como, e del Prof. Tagliabue, il quale inizierà il proprio mandato da Rettore con l’inizio del nuovo Anno Accademico, giovedì 1 novembre. Il Prof. Coen ha fatto un bilancio del mandato appena terminato e, allo stesso tempo, il Prof. Tagliabue, raccogliendone il testimone, ha avuto il compito di tracciare e di illustrare gli obiettivi del proprio mandato che determineranno il futuro della nostra Università.

Gli interventi sono stati molto interessanti e dettagliati e i dati illustrati sono estremamente significativi e confortevoli, prova di una sana gestione di una Università che di fatto ha solo vent’anni di vita, ma che è riuscita ad entrare nell’elenco degli Atenei virtuosi per gli apprezzabili sviluppi infrastrutturali, di questi anni e per la qualità e la quantità di servizi offerti che poi di fatto contribuiscono all’aumento delle iscrizioni degli studenti spesso provenienti persino da altre parti d’Italia.

Terminata l’esposizione accademica, non mi pare però che la parte politica, in particolare la Giunta, abbia assolto a pieno titolo al compito che qualunque spettatore del consiglio comunale auspicava. Infatti, i consiglieri comunali si sono limitati a esprimere gratitudine nei confronti del rettore uscente e a formulare gli auguri di buon lavoro al rettore subentrante; si sono limitati a sottolineare le carenze attuali dell’Ateneo e si sono limitati ad auspicare soluzioni di tali problematiche nella gestione futura dell’Ateneo. Se tale approccio interlocutorio può essere compreso nei riguardi del consiglio comunale, mi sarei aspettato un intervento più concreto ed incisivo da parte della giunta comunale e del suo sindaco.

Innanzitutto si notava la grave assenza proprio in tale circostanza dell’assessore alla cultura Cecchi ormai latitante da tempo e che avrebbe dovuto sostenere e dialogare con l’Università presente, rappresentando il mondo della cultura, in senso lato e in tutte le sue declinazioni, della nostra amministrazione. A tale assenza si affiancava l’altrettanto grave assenza del vicesindaco Zanzi e dell’assessore Perusin, entrambi con deleghe importanti, sicurezza e marketing, nei rapporti con l’università e soprattutto per il nuovo modo di concepire l’università.

Non a caso il presidente del consiglio comunale Stefano Malerba ha richiamato formalmente gli assessori assenti dei quali si auspicava la presenza soprattutto se destinatari di una interrogazione consiliare.

Ma aldilà di queste assenze di certo giustificate credo che sia mancata da parte del sindaco una risposta politica adeguata alle sollecitazioni concrete dei due Rettori e credo che sia mancata l’illustrazione di un progetto concreto per l’università.

In sintesi, mi domando come l’amministrazione intenda risolvere il problema dei collegamenti tra il campus universitario di Bizzozero e il centro della città, per favorire l’integrazione degli studenti, soprattutto se stranieri, nella vita sociale varesina; come pensa la giunta comunale di ampliare o di sostenere l’ampliamento infrastrutturale dell’Ateneo creando nuovi spazi per gli studenti e come l’amministrazione intenda contribuire alla sicurezza delle aule studio collocate nel centro della città spesso al buio e mal frequentata nei dintorni.

 

 

E come pensa il comune di intervenire nei confronti dei soggetti competenti per garantire strutture e servizi idonei nei collegamenti tra il campus e il centro di Varese e basti pensare al buio del viale Borri e alla inadeguatezza delle pensiline dell’autobus rispetto al numero di utenti che tutte le mattine e tutte le sere si accalcano sui marciapiedi del viale Borri.

La giunta non ha detto nulla di concreto, il sindaco si è limitato a frasi di circostanza nei confronti di un Rettore amico che lascia e nei confronti di un probabile amico che assume l’incarico. Io credo che se Varese vuole realmente diventare città universitaria e se questa amministrazione vuole contribuire a quel processo di sviluppo identitario che lo stesso Ateneo sta costruendo nel tempo e con sacrifici, si dovrebbe partire da un atto concreto del Sindaco che è alla base di qualunque azione concreta di una giunta, ossia la delega all’università da affidare all’assessore ai servizi educativi in modo da garantire una importante continuità nella formazione e nella produzione della cultura dalla scuola primaria all’università e solo coltivando questa linea di continuità tra livelli differenti di istruzione si può garantire il progressivo aumento di studenti iscritti presso l’Ateneo varesini.

L’università è formazione, è cultura, è ricerca ed è un volano economico di un territorio, ma per fare tutto questo ha bisogno di un forte sostegno dell’amministrazione comunale capace di tradurre in fatti le solite promesse elettorali e per raggiungere questo obiettivo è necessaria una figura politica e amministrativa ad essa in buona parte dedicata.

Roberto Leonardi
Coordinatore cittadino Forza Italia Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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