Lo stage perfetto? “Informatevi sui vostri diritti e non siate timidi”

Le regole per uno stage perfetto sono state spiegate agli studenti da Eleonora Voltolina della "Repubblica degli Stagisti" durante un incontro dedicato a questo tema alla Liuc

liuc stage day

Conoscere ed essere attivi. Sono questi i due segreti per fare uno stage perfetto, parola di Eleonora Voltolina. La direttrice de La repubblica degli stagisti è stata infatti ospite alla Liuc in occasione dello Stage Day per raccontare agli studenti potenzialità e criticità del mondo degli stage.

«Il messaggio che cerco di comunicare è quello di conoscere per deliberare -spiega-. Conoscere il quadro dei propri diritti e doveri è infatti fondamentale perchè solo così una persona può rifuggire dalle fregature e affrontare uno stage che sia una vera opportunità». E una volta che si è intrapreso il percorso «non bisogna mai essere passivi e aspettare che arrivi qualcosa di pronto ma bisogna agire direttamente» e in questo «i giovani a volte hanno un atteggiamento che può sconfinare da un lato nella disillusione e dall’altro nell’altra nell’apatia». Quindi per affrontare uno stage davvero utile «bisogna essere proattivi, anche nelle situazioni con più problemi, bisogna sempre proporsi e tirar fuori la voce, senza badare alla timidezza o al timore di conseguenze».

Tutte queste sono cose che Filippo Speroni sa bene. Lui, ingegnere laureato in Liuc, ha infatti vinto il premio dell’ateneo come miglior stagista dell’anno. «Ho firmato il contratto di lavoro con l’azienda in cui ho fatto lo stage la settimana prima di laurearmi – racconta- ed è stato un percorso davvero stimolante perché i miei tutor non mi hanno mai indicato la strada giusta ma mi hanno insegnato ad analizzare le situazioni e affrontare le criticità».

Un percorso, quello dello stage, che è una punta di diamante alla Liuc. «Organizziamo circa 900 stage ogni anno -spiega Luigi Rondanini, responsabile dell’ufficio placement della Carlo Cattaneo- perchè siamo convinti che sia una tappa fondamentale nella formazione dei nostri ragazzi» e proprio in quest’ottica «l’80% riguarda studenti mentre il resto sono neolaureati che hanno bisogno di un input lavorativo». Ma per far funzionare bene uno stage il lavoro dietro le quinte è molto «e si basa su una continua personalizzazione del servizio che sia in grado di far aderire le capacità e competenze dei ragazzi alle necessita delle aziende».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2018
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