Il Maga si fa in quattro

Per la nuova stagione espositiva il Museo presenta quattro progetti artistici

Arte - Mostre

Sabato 13 ottobre è ripartita la stagione espositiva del museo gallaratese con ben quattro mostre. La prima è quella forse più significativa per il Museo e per la direttrice Emma Zanella: l’esposizione dedicata a Silvio Zanella, grande mente del Novecento italiano fondatore del Museo e del Premio Gallarate “E’ un motivo d’orgoglio per me, i miei fratelli e per tutto il museo; se siamo qui è anche e soprattutto grazie a lui”. La mostra si articola in due sezioni: una stanza che si trova al piano terra e dà un assaggio della creatività dell’artista e una selezione di opere della sua lunghissima carriera.

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Inaugurazione al Maga 4 di 21

Ma non c’è solo Silvio Zanella; l’artista rumena ma residente da anni a Gallarate Marion Baruch ha presentato il suo ultimo lavoro, un’istallazione che è solo un assaggio di un’opera che sarà realizzata definitivamente al Kunstmuseum di Lucerna. “Tutta l’opera di Marion Baruch”, si legge nella presentazione ”costituisce una sola grande indagine sulle potenzialità del vuoto. Il vuoto qui preso in considerazione non va confuso con uno spazio esperienziale trascendente; la stessa metafisica non è per forza al centro di questa indagine, non è il soggetto ma un semplice elemento costitutivo del linguaggio dell’artista, che vede nel vuoto la realizzazione di un campo di forza che può essere compreso attraverso l’esperienza (…)”. L’artista ha ribadito lo stretto rapporto con il Maga e si è dichiarata felice di poter esporre nel museo.

Diego Marcon, giovane artista di Busto Arsizio, porta al Maga ‘il Malatino’, dipinto commissionato da AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), che girerà musei di tutta Italia e che ha già riscosso successo internazionale. L’opera sarà esposta fino al 23 ottobre.

Ultima ma non ultima, Marina Ballo Charmet che ha presentato ‘Au Bord de la Vue. Linee Biografiche’: cinquanta immagini dell’artista milanese in grado di ripercorrere cinquant’anni di carriera, dagli inizi degli anni Settanta a oggi, attraverso i suoi cicli più importanti come ‘Con la coda dell’occhio’ e ‘Primo campo’, oltre a nuove opere realizzate appositamente per l’occasione, riunite in un unico progetto, nato dal dialogo tra l’artista e il curatore Jean-François Chevrier.

Il tutto alla presenza del sindaco di Gallarate Andrea Cassani e l’assessore alla cultura Isabella Peroni, che hanno tenuto a confermare la vicinanza della giunta alla vita culturale della città, e degli sponsor delle mostre, prima fra tutte Ricola, che in alcune date (la prima di queste era ieri) offrirà ai visitatori l’ingresso gratuito.

Questo articolo rientra nel progetto del Social Team di [OC] Officina Contemporanea, la rete per la cultura a Gallarate

Marco Caccianiga

di
Pubblicato il 15 ottobre 2018
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