Vent’anni di Malpensa, “per gli ambientalisti è stata una lotta impari”
L'intervento di Legambiente Gallarate, che sottolinea criticità mai risolte intorno allo scalo, comprese le condizioni della superstrada 335
Il ventennale del terminal 1 e della “Grande Malpensa” è stato celebrato domenica scorsa in grande stile, ma ha riportato in primo piano anche le voci critiche sulle conseguenze della presenza dello scalo. Tra le voci critiche anche quella di Legambiente Gallarate: riceviamo e pubblichiamo
L’opposizione di chi non voleva un così grande sviluppo di Malpensa era iniziata molto prima. Il circolo di Legambiente Gallarate se lo ricorda bene, decenni di lotta impari, durante i quali però il fronte ambientalista non è mai stato perdente, anche se la potente lobby economica avrebbe voluto prevalere, anche se la Valutazione Ambientale dell’aeroporto non è mai stata realizzata.
Noi non dimentichiamo mai fatti e fattacci accaduti, oltre che avvenimenti importanti: il Decreto di Valutazione Ambientale sull’ulteriore incremento dei voli con parere negativo, ma superato poi dal DPCM d’Alema che ha posto però misure vincolanti, i molti alberghi collassati, le grandi edificazioni del Piano d’Area, vere e proprie speculazioni edilizie, finite nel nulla. E ancora, da circa sette anni: la terza pista non è stata realizzata, l’espansione del sedime aeroportuale neppure.
Malpensa fa festa. Solo oggi, dopo venti anni, pare che abbia soddisfatto le promesse di allora. Promesse di volumi di traffico aereo, s’intende, non di rispetto delle regole ambientali e del Parco, non di convivenza con il territorio, non di crescita di veri posti di lavoro, non di responsabilità per quanto sta accadendo nella nostra regione: il catino geografico dove ristagnano gli inquinanti che rendono l’aria della Pianura Padana tra le più malefiche del mondo, ormai prossima alla scadenza determinata dalla procedura d’infrazione.
Dopo vent’anni si parla anche delle criticità della 336, una strada mai collaudata, di cui da molto tempo Legambiente denuncia l’adozione di soluzioni tecnicamente inaccettabili, come le corsie d’accesso. Oggi si parla dell’utilità del percorso ciclabile da Cardano a Malpensa, che sgraverebbe molto la 336, ma mancano i soldi per realizzarlo e SEA predilige infrastrutture per passeggeri, non per lavoratori.
Durante questi vent’anni la grande Malpensa non ha pagato le mitigazioni/compensazioni ambientali, dovute per legge e promesse al territorio. Il famoso e più volte sbandierato da SEA Piano del Verde non è stato realizzato.
E da ultimo il problema dei problemi. Ben sappiamo che ICAO (e SEA ne è ben contenta) è riuscito a non farsi carico del Protocollo di Kyoto e a dribblare gli impegni promossi della COP21. Così ora si parla della prossima grande crescita incontrastata dell’aeroporto e di piani industriali fino al 2030. Ma quali? Non collasserà il mondo prima?
Gallarate, 25 ottobre 2018
Francesco Torreggiani
Presidente di Legambiente Gallarate
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