Il museo della storia che parla digitale

Apre domani a Mestre M9 che sceglie di raccontare la storia del Novecento attraverso il multimediale e realtà virtuale

Arte - Mostre

Un museo che nasce partendo dalla tecnologia. Una sfida non da poco per una realtà che ha come obbiettivo quello di rileggere la storia del Novecento italiano. M9 è un museo unico nel suo genere in Italia, ispirato ai progetti più innovativi internazionali, che apre domani nel cuore di Mestre e vuole progettare una nuova cultura partendo dal multimediale.

Lo Studio Sauerbruch Hutton di Berlino, che tra l’altro è stato ospite dell’Ordine degli Architetti di Varese lo scorso mercoledì a Villa Panza nell’ambito di Thinking Varese, firma l’architettura di questa impresa faraonica voluta da Fondazione di Venezia attraverso la società Polymia, che si sviluppa su oltre 10mila mq di intervento, 2600 mq di esposizione permanente, 1400 mq destinati a mostre temporanee, sala cinema e auditorium e 4mila mq per attività collaterali come ba, libreria, attività commerciali.

Un museo dai mille colori che realmente ricoprono con 20mila elementi di ceramica policroma le facciate delle nuove architetture.

Il racconto è affidato alle suggestioni della tecnologia con installazioni immersive dove il pubblico diventa protagonista, in cui è possibile rivivere l’esperienza di un rifugio antiaereo o incontrare gli ologrammi di Togliatti e Craxi. Scene immateriali realizzate con la più sofisticata tecnologia che ha permesso inoltre di costruire un archivio multimediale con cifre da capogiro: 6mila immagini, 820 video, 500 scansioni di manifesti, quotidiani, documenti e 400 file audio.

Il percorso museale si articola in otto grandi sezioni tematiche: demografia e strutture sociali, consumi, costumi e stili di vita, scienza e innovazione, economia e benessere, paesaggi, politica, educazione, italianità.

Il visitatore è così immerso nei cambiamenti della cultura, degli stili di vita, dei paesaggi naturali e urbani, della scienza e del lavoro che hanno caratterizzato l’accelerazione che la storia ha impresso al ventesimo secolo, sino ai giorni nostri, e è condotto a comprendere i movimenti della popolazione, dell’economia, della politica che stanno alla base di questi cambiamenti e che con essi hanno interagito.

La tecnologia però si sa invecchia in fretta e la vera sfida di Museo del Novecento M9 sarà quella di rimanere al passo coi tempi, rinnovarsi continuamente e diventare davvero un Museo dinamico che non rincorre il futuro ma lo anticipa.

Erika La Rosa
erika@varesenews.it
Pubblicato il 30 Novembre 2018
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