Piscina sovraffollata, sgomberati i genitori

Dure proteste contro la società Robur et fides da parte dei parenti. Sul posto polizia e vigili urbani. I dirigenti: «La Robur et Fides non c'entra nulla»

Troppi genitori sugli spalti per la gara di nuoto

«Sono amareggiato. Sono venuto da Lainate per vedere mia figlia gareggiare e ora mi trovo fuori dalla piscina perché ci hanno fatto sgomberare dalle tribune». A parlare è uno dei tanti genitori che, nel pomeriggio di domenica 25 novembre, è stato fatto uscire dalla piscina della Robur et Fides di Varese per un problema di sovraffollamento della tribuna.

Nell’impianto di via Marzorati si stavano infatti svolgendo le gare provinciali esordienti A e B, ma motivi di sicurezza hanno imposto lo sgombero degli spalti. «Per ben tre volte – continua il genitore – i poliziotti hanno fatto un annuncio col microfono dal bordo vasca. A quel punto siamo usciti, ma francamente è paradossale, perché era prevedibile che con 200 atleti in gara ci fossero, tra parenti e amici, almeno 400 persone al seguito ».

LA REPLICA DEL RESPONSABILE DELLA PISCINA
«Stiamo parlando di una gara provinciale – spiega pacatamente Tommaso Trombetta – Noi non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione gratuitamente, su richiesta della federazione nuoto, il nostro impianto. Quindi non c’entriamo nulla con l’organizzazione. Ad avvertire la polizia credo che sia stato un genitore che nella calca non riusciva a vedere il proprio figlio».

NON BISOGNA DELUDERE I BAMBINI
Il responsabile dell’impianto sportivo, constatata la situazione, è intervenuto direttamente proponendo ai tanti genitori arrabbiati delle alternative. «Ho fatto tre proposte – continua Tommaso Trombetta – : sospendere le gare e mandare a casa tutti, gestire il flusso dei parenti a seconda dello svolgimento delle gare con l’aiuto dei giudici federali e degli allenatori, oppure stare fuori tutti. Francamente, non volevo che si verificasse la prima perché i bambini sono la cosa più bella e non andavano delusi. Devo dire che in tutta questa situazione i due poliziotti sono stati impeccabili. Tanto di cappello alle forze dell’ordine. Lo stesso non posso dire dei genitori. La civiltà non è più di questo mondo».

La società Robur et Fides, dopo aver ricevuto proteste e insulti, dovrà pure accollarsi i costi di luce, gas e pulizia degli spogliatoi. «La nostra addetta è stata aggredita verbalmente – conclude Trombetta – Io ho nuotato per vent’anni ma non ho mai visto una cosa del genere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2018
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Commenti

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  1. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    Il nuoto è un sport bellissimo! Tenere gli impianti sempre in funzione e puliti, pagare i giudici di gara e il funzionamento durante la gara ha un costo. Organizzare molte gare in un unico pomeriggio porta sicuramente a ridurre i costi di una giornata di gara provinciale ma porta altresì molte squadre e di conseguenza molti bambini atleti e quindi genitori e parenti. Bastava pensarci prima anche con delle semplici stime es. un bambino almeno due adulti e già hai dei numeri di pubblico ragguardevoli, se poi si aggiungono uno o due in più tra fratelli o sorelle o zii e nonni i numeri salgono esponenzialmente soprattutto per una prima stagionale.

  2. Scritto da Carmelo Foti

    La stessa cosa è successo a Milano stamattina. La maggior parte delle strutture non sono più all altezza di contenere il pubblico per questi eventi. Sarebbe il caso che il CONI stornasse finanziamenti dal calcio a questi sport “minori” che danno sicuramente più risultati e meno problemi che il calcio. Sicuramente meno violenza.

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