Il sindaco di Somma: “Neppure avvertiti del trasferimento dei sinti”

Stefano Bellaria certo non fa le barricate di fronte alle famiglie trasferite per un mese, ma non nasconde l'irritazione per il mancato confronto sulle 69 persone alloggiate in un hotel a Somma

stefano bellaria

«Vengo a sapere le cose da un articolo, senza neppure esser stato contattato». Alle sei di sera, dopo il trasferimento dei sinti di Gallarate in un albergo, il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria non nasconde certo il disappunto. E anche una dose di vero stupore, mentre cerca di capire quale sia l’hotel che accoglie sessantanove persone allontanate dal campo di Gallarate.

«Ho sentito Cassani e ho ribadito il concetto che, essendo loro cittadini gallaratesi, è la città di Gallarate che deve trovare la soluzione nel lungo periodo» spiega poche ore dopo. Il punto è che i sinti ufficialmente vanno in albergo per trenta giorni (come scrive sui social il sindaco di Gallarate Cassani) ma in realtà  il problema si riproporrà a gennaio, quando si dovrà trovare una soluzione-ponte, non potendo – per Legge – lasciare in strada famiglie con minori.

Problema gallaratese, soluzione ora anche in territorio sommese: «Chiederò un incontro con il Prefetto, che ho già sentito» dice ancora Bellaria, che certo non fa le barricate di fronte alle famiglie (non è scontato, di questi tempi) ma è consapevole che si parla di tante persone, tra cui trentotto minori. «Ci aspettiamo che la situazione sia risolta entro i trenta giorni indicati dall’amministrazione di Gallarate: noi siamo pronti a collaborare, ma la responsabilità, ripeto, resta a loro carico».

Il Comune di Gallarate aveva valutato diverse soluzioni nell’area di Malpensa, quella sommese era stata individuata già giovedì ma è stata formalizzata solo venerdì, spiegavano al campo sinti i funzionari che per quattro giorni hanno gestito lo sgombero e le conseguenze sociali.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 30 Novembre 2018
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