“Così Bill Hammond ci ha rovinato il Natale”

Renzo Mantegazza racconta come è stata comunicata la decisione di chiudere lo stabilimento di Marnate ai dipendenti da parte del Ceo della Hammond Power Solution, venuto dal Canada apposta

«A comunicarci l’intenzione di chiudere l’azienda entro marzo è stato lo stesso Bill Hammond, Ceo dell’Hps. Generalmente viene in ditta per darci buone notizie con quel suo modo di fare baldanzoso, tutto pacche sulle spalle, ma quel giorno aveva una faccia da funerale».

Renzo Mantegazza, caporeparto della Hammond Power Solutions di via Gramsci a Marnate, ha iniziato a lavorare in quell’azienda nel 2000 e gli mancano 5 anni alla pensione: «Non saprei nemmeno come scrivere un curriculum – racconta – non mi ci vedo alla mia età a ricominciare daccapo. Spero che si trovi una soluzione, un compratore che porti avanti l’azienda».

Mantegazza racconta che i segnali che erano arrivati dalle scelte fatte su Marnate andavano in senso contrario rispetto a quanto comunicato: «Da sei mesi avevamo un nuovo direttore che stava facendo bene – racconta – recentemente erano stati ristrutturati gli uffici e ritinteggiate le pareti esterne, nulla faceva presagire una chiusura».

Il lavoratore si chiede anche perchè la notizia sia stata data in questo modo così brutale, a pochi giorni dal Natale e subito dopo la consegna dei panettoni: «Una scelta che ci ha lasciati sbigottiti, per come ci è stato comunicato, a pochi giorni dal Natale e dopo la consegna dei panettoni. Ci ha parlato in inglese e pensavamo di aver capito male, poi la traduttrice ci ha gelato il sangue».

Certamente la situazione non era rosea e questo i lavoratori lo sapevano ma l’azienda faceva un misurato degli ammortizzatori sociali (un giorno di cassa integrazione alla settimana) e, comunque, le commesse non mancavano: «Sono scelte che vengono prese a livelli altissimi dove noi non abbiamo voce in capitolo. Speriamo, però, – conclude Mantegazza – che tutto il casino che stiamo facendo porti ad una soluzione che non penalizzi solo noi lavoratori».

Rino Pezone della Fiom spiega, infine, qual è la strategia del sindacato: «Per il momento abbiamo ottenuto le ferie per tutti fino al 6 gennaio e abbiamo posizionato un’auto dietro il cancello per evitare sorprese nei giorni in cui l’azienda rimane senza presidio – spiega Pezone – dal 7 gennaio ci rimetteremo attorno al tavolo per discutere con l’azienda e capire che intenzione ha la proprietà».

Anche il sindaco di Marnate Marco Scazzosi ha confermato la volontà dell’amministrazione di mettersi a disposizione dei lavoratori e dell’azienda per arrivare ad una soluzione della vicenda che salvaguardi in primis i dipendenti e le loro famiglie.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 27 dicembre 2018
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