La Lega non ha nulla da insegnare

Lo sguardo smaliziato del "vecchio cronista" Pier Fausto Vedani commenta la realtà cittadina tra ammiccamenti e mal di pancia

consiglio comunale 18-19 dicembre 2018

Ho visto covare galline, faraone, rondini, ho constatato che le femmine di cani e gatti non covano ma sono delle mamme eccezionali, vivono il tempo della maternità con una
attenzione e una cura per i loro piccoli davvero sbalorditive.

Non mi sono mai piaciute, anche se le capisco, le vipere che girano al largo dai loro neonati. La gatta che cova, è allora un semplice e antico detto annunciatore di sospetto, è solo un’immagine che tanto attrae forse per esaltare la prudenza , la diffidenza, l’utilità del sospetto dei felini davanti a una situazione non chiara o del tutto sconosciuta.

Non mi è sconosciuta la diffidenza in politica, in quella grande e in quella più piccola della nostra casa comune, la città, dove si aggirano certi micioni che te li raccomando, gente navigata che mangia e gusta il lardo senza mai lasciarci la zampa.

Fa parte del gioco, anche e soprattutto di quello pulito, della  normalità delle arene dove vengono arrotati denti e volano a volte temibili zampate che rendono orgogliosi i tifosi della squadre che competono.

Le gatte non covano, ma atmosfera e comportamenti nell’arena del consiglio comunale hanno suggerito al vecchio e spelacchiato cronista una attenzione diversa ai balletti pubblici, ma, dove e quando è possibile, pure ai movimenti e agli incontri in apparenza casuali nei corridoi. I giorni a venire mi smentiranno, ma gatta ci cova nei rapporti con la giunta del cardinale Galimberti e la squadra di Orrigoni, pilastro, ben più della ex Lega Nord, della civilissima opposizione di Palazzo Estense.

È una sensazione, ma ho visto in alcune scelte e in alcuni passi, quasi una identità di vedute, che non è contro natura stando alle storie dei leader, il sindaco e Paolo Orrigoni, sempre attenti anche ai progressi piccoli piccoli, essi pure utili alla collettività.

Porto sempre rispetto alla Lega, costretta alla clausura e relativi digiuni, dai loro imperatori di Roma e di Milano.

Digiuni inevitabilmente ricaduti sulla città, ex capitale dei fans del Carroccio e come tale restata appunto al verde per 23 anni.

Nulla da dire su questo zero se non fosse ricaduto pesantemente sugli abitanti, se non avesse troncato l’ascesa dell’intera città e delle sue più importanti istituzioni E’ vero quelli di Forza Italia e di CL hanno addirittura, forse, più responsabilità, ma la Lega in Lombardia ha occupato i migliori posti di comando.

Varesenews pubblica la foto del numero 1 della sanità del Bustese e del Gallaratese, personaggio che va in pensione, felice di avere ottenuto buoni risultati.

A Varese invece sono tutti in fuga e hanno lasciato dietro di sé
solo rovine, comprese quelle dell’Università e di una città che per anni e anni nulla di nuovo ha fatto, solo parole ha avuto dai sindaci leghisti. Escluso Fassa che presentò addirittura all’Italia una Varese dal grande futuro. Anche lui bidonato.

Ho letto delle osservazioni fatte da Binelli in consiglio comunale alla attuale maggioranza, assessore galantuomo per anni, ma pur sempre compartecipe della nenia del nulla cantata da Palazzo Estense. Non a caso oggi la Lega non ha nulla da insegnare agli avversari.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2018
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