Pd: «Decreto in-sicurezza, la grande bufala che ricadrà sui Comuni

Il Pd varesino  riserva una sonora bocciatura al decreto Sicurezza. Secondo il nuovo segretario cittadino Luca Carignola "peggio di così non si poteva fare"

Avarie

(da sinistra: l’assessore Roberto Molinari, il segretario cittadino del Pd Luca Carignola e la consigliera comunale Francesca Ciappina)

«Una grande bufala, che produrrà più illegalità e dunque più insicurezza, e i cui costi sociali ricadranno non solo sugli immigrati ma sulle nostre comunità locali con effetti che a breve inizieranno a farsi sentire».

Il Partito democratico di Varese  riserva una sonora bocciatura al decreto Sicurezza approvato due giorni fa.

Secondo il nuovo segretario cittadino Luca Carignola “peggio di così non si poteva fare”: «Avremo più persone senza documenti regolari e quindi costrette a vagare in stato di illegalità. Vietare qualsiasi tentativo di integrazione come i corsi di lingua italiana, i lavori di utilità sociale o la formazione professionale, rischia solo di creare nuove situazioni difficilmente gestibili per i singoli comuni e per i cittadini che si ritroveranno a pagare concretamente, in termini di sicurezza, le scelte sbagliate di chi vuole venderci facili slogan senza pensare davvero alle conseguenze. Un provvedimento, quello che noi preferiamo chiamare decreto in-sicurezza, che non dà alcuno strumento per la sicurezza ma si occupa soprattutto di smantellare in modo propagandistico il sistema di accoglienza, sovrapponendo il tema insicurezza al tema immigrazione senza affrontarne i nodi, senza gestirlo, ma anzi accentuandone i rischi di incontrollabilità».

Sul piano concreto i Comuni, con la cancellazione del sistema Sprar, che permetteva un’accoglienza sul territorio in piccoli gruppi, si ritrovano senza strumenti, come ha sottolineato Roberto Molinari, assessore ai Servizi sociali del Comune di Varese: «Si smantella con lo Sprar ogni possibilità di gestione di questo problema e ogni possibilità di integrazione, senza proporre alcuna soluzione, perché quella dei 600mila rimpatri altro non è che una “boutade” elettorale di Salvini. La verità è che le proiezioni indicano che con questo decreto  ci troveremo ad avere almeno 150mila irregolari in più. Come assessore sono molto preoccupato sia per il destino di uomini, donne e bambini che non si sa dove verranno messi e chi se ne dovrà occupare, sia perché Salvini e i 5 Stelle che lo sostengono scaricano sui Comuni le conseguenze di scelte ciniche e pericolose».

«In questo modo – concludono i responsabili del Pd varesino – l’equazione “immigrazione uguale insicurezza” avrà, grazie al ministro Salvini, più benzina sul fuoco che rischia di rendere le nostre città, Varese compresa, insicure proprio a causa di soluzioni sbagliate. Soluzioni che mirano solo a cavalcare la rabbia e ad alimentare la paura, una precisa strategia attuata dalla Lega sovranista in vista delle prossime elezioni europee».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2018
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