Un viaggio da incubo nella stazione “che non c’è”

Si può andare a Varese, Cantello e Como usando il treno? Certo, se non si ha la pretesa di trovare una biglietteria, un bagno utilizzabile e un bar abilitato a stampare biglietti per la tratta che desideriamo. Storia triste di un viaggiatore pieno di belle speranze

La stazione Gaggiolo-Cantello

Metti che devi fare un viaggio un po’ lungo, metti che decidi di lasciare l’auto a casa e usare il treno. Tanto, pensi, la tratta è appena stata inaugurata, la stazione pure: sarà un gioco da ragazzi. E invece no. Una specie di lungo incubo quello che ha affrontato Gianmarco Beraldo, avvocato, ex consigliere comunale di Azzate, che questa mattina, lunedì 28 gennaio, ha deciso di utilizzare il treno partendo dalla stazione di Gaggiolo-Cantello. Si è trovato ad affrontare una serie di situazioni assurde che ha ben sintetizzato in un lungo post, corredato da foto, che vi riproponiamo qui. 

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La stazione Gaggiolo-Cantello 4 di 4

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# Kafka ha spiaggiato al confine (e Murakami non è mai stato a Gaggiolo)
Io amo camminare ed usare i mezzi pubblici. Per questo motivo, stamattina, dovendo andare per lavoro a Varese, Cantello e Como, con ampi margini di tempo, ho voluto provare ad utilizzare solo quelli.

Tutto bene fino a Cantello ma poi arrivato alla nuovissima stazione ferroviaria Gaggiolo-Cantello sono piombato nella Eboli di Levi: in realtà ero nel più profondo nord della più ricca regione di uno dei più ricchi paesi del mondo.
Intorno alla stazione, un cubicolo standard brutto ma dalle chiare linee funzionali, una miriade di auto parcheggiate in ogni dove. Un buon segno: vuol dire che la nuova linea è utilizzata dai nostri frontalieri. Le buone notizie finiscono qui. Nella nuovissima struttura non vi è nessuno ma una chiara cartellonistica mi indica la biglietteria: chiusa, sbarrata.

Vi dovrebbe essere, pare di capire, anche un baretto ma nulla. Sembra abbandonata da anni non costruita da poco. Noto che però ci sono macchinette obliteratrici dappertutto quindi cerco un qualche erogatore di biglietti automatico. Cerco dappertutto, ma nulla. In compenso la porta automatica della nuovissima stazione è guasta e per entrare ed uscire è stata aperta forzatamente in un lato.

Nel giro del cubicolo di cemento faccio in tempo a vedere un cartello che indica binari, servizi e biglietteria: solo che punta verso la strada e il parcheggio!
Mi siedo, lo smartphone ha campo: bene, faccio biglietto on line. Apro app Trenord: perfetto, trovato treno. Ops, biglietto non acquistabile. Passo allora a Trenitalia: stesso risultato.

Vabbè in stazione vi è pure un punto dogana: chiederò alle nostre forze di polizia di confine dove fare il biglietto. Il posto c’è: chiuso, vuoto. La mia calma zen, rinfrancata anche dalla bella camminata di prima, fatta sotto un cielo splendido, sta andando a putt… Ok, mi dico, sfruttiamo il bagno che qui è tutto nuovo: naturalmente chiuso per “atti vandalici “. Che io mi immagino uno nella mia stessa situazione ma un po’ più nervoso…

A questo punto sento una voce umana e mi rinfranco: purtroppo è solo la voce registrata che chiara e stentorea annuncia che i treni sono genericamente in ritardo. 
Visto che ho tempo mi guardo in giro e vedo un bar, oltre la statale che porta al confine. Rischio e attraverso. Mi avvicino e noto sulla porta un grande cartello: rivendita Trenord. Anzi reseller: meco.
Entro con aria raggiante e chiedo se fanno i biglietti del treno: la ragazza imbarazzata mi dice, in teoria sì. Ok un biglietto per Como. Va un po’ in panico ma mi stampa comunque il biglietto: 23 euro! Scusi, dico, vi dev’essere un errore. Guardiamo il biglietto e la tratta risulta di 118 km. Via Gallarate. Le spiego che la tratta più breve è via Chiasso. Prova a rifare, chiama la titolare, provo a guardare anch’io il terminale: nulla, hanno dato al bar nei pressi della stazione di confine una macchinetta non abilitata per tale tratta! Mi arrendo.

Più tardi salito sul treno faccio il biglietto direttamente dalle mani della capotreno: faccio la fila, non sono l’unico. 5,40.
Spero ci invadano e che facciano presto!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da fp

    Caro Gianmarco, hai appena avuto un piccolo, piccolissimo, ma che dico…. microscopico assaggio di quella che è la quotidianità di un pendolare. Ti prego soltanto di ricordare questa tua esperienza affinchè sia per sempre la tua GUIDA per capire cosa NON deve mai fare una persona onesta che ricopre, magari anche per poco tempo, una carica pubblica. Ma soprattutto per capire quanto poco ci vuole per rendere il nostro un paese migliore.

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