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Addio a Giulio Zanellati, il principe dei volontari della Schiranna

Giulio Zanellati aveva 55 anni e negli ultimi dieci è stato una delle colonne della festa dell’Unità

Generico 2018

«Giulio non c’è più. Ci ha lasciato ieri in silenzio. Per la grande famiglia della Festa dell’Unità della Schiranna è un giorno triste. Se ne va un compagno di viaggio, un amico sincero, un pezzo di noi. Grazie Giulio».

A salutare Giulio Zanellati, uno dei più solari rappresentanti della festa dell’Unità, scomparso oggi, 20 febbraio, dopo una lunga malattia che non ha mai voluto rendere pubblica, è il responsabile della festa della Schiranna, Bassano Falchi.

Giulio aveva 55 anni e negli ultimi dieci anni è stato una delle colonne della festa dell’Unità e di tutte le feste collegate all’area Feste della Schiranna.

Nipote di Franco Zanellati, il dirigente Uisp e attivista scomparso l’anno scorso, si era trasferito a Varese nel 2001 da Lamezia Terme, sua città di nascita e di residenza.

Informatico di professione, viveva solo in città ed era benvoluto da tutti: da quando nel 2009 si è avvicinato al mondo della festa dell’Unità, è stato una delle colonne portanti dell’organizzazione e uno dei “frontman” della festa.

In molti lo hanno visto alla cassa del ristorante, per le sue conoscenze dei software relativi, ma ormai gestiva anche le altre funzioni della festa: era un “problem solver” prefetto, sempre con il sorriso e una soluzione per tutti. Tra i suoi hobby c’era anche la musica: suonava infatti in una band.

«La perdita di Giulio è una perdita pesante, soprattutto per me: ormai era diventato il mio figlioccio – ha commentato Bassano Falchi – Mite e generoso, in molti lo ricorderanno così, sempre con il sorriso. E’ una grandissima perdita anche per tutta la Festa».

Anche noi di Varesenews lo ricordiamo con grande affetto: con la stessa generosità con cui ha portato avanti tutte le sue attività, ci ha guidato per anni durante “Anche IO”, regalandoci sorrisi e pazienza per tutte le cose che non riuscivamo a combinare da soli. Ma Giulio ha fatto anche un ultimo gesto di d’amore e condivisione: ha donato i suoi occhi, che ora renderanno la vista ad altri.

Purtroppo, per i varesini non non ci sarà la possibilità di dargli l’ultimo saluto in città: le sue spoglie, infatti, sono state portate a Lamezia, la sua città d’origine, dove si svolgeranno le esequie e dove sarà sepolto.


di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 20 Febbraio 2019
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