Cristoforetti: “Dallo spazio siamo solo un puntino, ma è il sogno che va”

L'astronauta Samantha Cristoforetti ha incantato il pubblico della serata del Sogno che va, iniziativa di Rosario Rasizza amministratore delegato di Openjobmetis

Generico 2018

Una giornata tutta varesina per Samantha Cristoforetti. Nel pomeriggio è stata ospite dei licei di Gallarate e alla sera protagonista dell’appuntamento mensile del Sogno che va con Rosario Rasizza.

L’astronauta ha raccontato la missione che l’ha resa celebre non sottraendosi poi alle tante domande del pubblico.

“Oggi è la giornata mondiale del volo umano – ha esordito il patron di Openjobmetis – Mi sarebbe piaciuto dire che era tutto pensato, ma la verità è che abbiamo avuto fortuna e che questa coincidenza è davvero speciale”. Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo ad andare nello spazio. Allora la corsa tra sovietici e statunitensi non era solo per un primato tecnologico. Si trattava di dimostrare che un blocco del pianeta era avanti e coronava il sogno di tante persone. A Mosca brindarono e quella data restò storica.

Capelli corti, come ce la ricordiamo in tutte le foto dalla Stazione spaziale, un sorriso aperto e una grande capacità comunicativa dove tutto sembra semplice e immediato. Samantha Cristoforetti ha incantato tutta la platea.
“Marte è il posto dove tutti pensiamo di andare quando parliamo dello spazio. La Luna è il sogno e una delle prossime mete, perché l’amministrazione americana ha promesso che torneremo lassù, e l’attuale presidente ha anche accorciato i tempi perché possa esserci ancora lui, nel caso lo rieleggessero”.

Un racconto a metà tra questioni tecniche e aspetti di vita pratica. “Il costo pro capite di spesa per lo spazio in Europa non è quello percepito. In realtà l’impegno per ogni cittadino del continente è di 10-15 euro. Una cifra minima se pensiamo ai risultati che porta la ricerca. Un segnale chiaro è la corsa al business spaziale con aziende che investono miliardi di dollari per spedire sonde nello spazio”.

Duecento giorni nella stazione spaziale insieme con cinque uomini scatenano la curiosità dei presenti.
“Non c’è un training psicologico. Le persone che vengono selezionate sono adatte. Siamo tutti diversi, ma per quanto si fatichi a crederci, non si è in una condizione estrema. Di mestieri impegnativi ce ne sono tanti e questo non è così straordinario. Per me andare lassù era un sogno grande fin da quando ero bambina. Da lassù siamo davvero solo un puntino. Oggi che vivo la maternità capisco quanto sia necessario avere equilibrio per vivere la famiglia, ma certamente non posso essere il modello di una mamma che sta in casa con orari classici”.

Nel rispondere alle tante sollecitazioni ha scherzato con diversi in sala anche in riferimento al bisogno di avere sempre persone vicine e non poter quindi passare così tanto tempo lontana dalle folle.  “Per me che sono una introversa – ha concluso la Cristoforetti – piacerebbe sapere qual è il segreto per andare in vacanza a Rimini”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2019
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