Le strade necessarie per Malpensa? Sono ancora quelle degli anni Novanta

I Comuni dell'ambito aeroportuale chiedono l'applicazione delle previsioni del primo Piano d'Area, che risale al 1999. Tra i capitoli principali, già previsti, la tangenziale di Somma e la Variante alla statale 341, che attraversa Ferno e Samarate

statale variante 341 samarate gallarate fotoviaggio

La sicurezza e la “sostenibilità “della superstrada 336 per l’aeroporto di Malpensa sono diventate ormai tema di dibattito quotidiano. Ma alla fine le possibili soluzioni sono sempre quelle, già messe nero su bianco vent’anni fa giusti giusti.

Esattamente, nell’ex Piano d’Area, ormai decaduto ma le cui previsioni sono considerate ancora valide. «Nell’esaminare la situazione siamo partiti dal vecchio piano d’area, riguardando le opere ci siamo accorti che ancora devono essere in gran parte realizzate» sintetizza Nadia Rosa, sindaco di Lonate Pozzolo e presidente di turno del Cuv, il Consorzio dei Comuni intorno a Malpensa.

E quali sono queste opere?
Innanzitutto la Tangenziale di Somma Lombardo, realizzata solo in parte minima. Il tracciato completo prevede da via Giusti (strada di accesso a Malpensa, che sarà riqualificata con progettazione finanziata anche da Sea), l’attraversamento della zona agricola sottostante la cittadina, il ricongiungimento verso Arsago Seprio.

Seconda opera: la Variante alla Statale 341 “Gallaratese”, tra Gallarate e Vanzaghello, per sgravare la strada storica che attraversa Samarate e frazioni, Ferno e lambisce Lonate (qui il percorso). «Siamo rimasti al Decreto del Cipe di marzo 2018» dice Nadia Rosa. Il Cipe annunciava lo sblocco delle risorse per la nuova strada, che avrebbe un tratto con caratteristiche da superstrada – tra Pedemontana e lo svincolo della superstrada 336- e un tratto successivo come strada a carreggiata unica ma indipendente dal resto della viabilità (nella foto in alto, lo scavalcamento della ferrovia per Malpensa, località “quattro strade”).

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La variante 341 all’altezza di Samarate, secondo i primi render di progetto

Queste sono «le priorità» indicate dal consorzio dei Comuni. Insieme, però, con «le compensazioni che in gran parte non sono state fatte» e che i sindaci siano realmente vincolate al territorio.

Ci sono poi anche altre opere. Tra queste, la “tangenziale di Ferno” (connessione tra la Sp14 e la futura Variante alla 341, di cui si parlava nel paragrafo precedente), la variante alla Sp 28 (zona Ovest di Gallarate, tra lo svincolo A26 di Besnate e Cardano al Campo, qui il tracciato).  Resta poi da capire un ultimo nodo, vale a dire l’ipotizzato rinnovamento del ponte di Oleggio, di cui si sono perse le tracce da un po’ di tempo.

Da queste previsioni si riparte. «Abbiamo anche pianificato di incontrare dirigente della Regione, prima di presentare le nostre priorità formalmente» conclude Rosa.

 

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 29 Aprile 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Dall’articolo vedo un altro bel bosco che anche se sopravvissuto a spacciatori, inquinatori seriali e prostitute verrà alla fine stuprato dai cravattari in regione. Come non ricordare il bosco della moronera in territorio comasco vittima di una decimazione di massa per realizzare un mega-svincolo di Pedemontana, l’autostrada fallimento della Lombardia.
    Si parla anche di trasporti pubblici. Dopo aver realizzato il prolungamento Malpensa Express con una ferrovia costata al km ben 3 volte di una corrispettiva alta velocità giapponese sappiate che vi sto scrivendo da un treno Milano-Tradate che è stato appena soppressò. Il 18.52 subisce da settimane problemi alterni, porte che si guastano, che non aprono, disservizi vari. Ogni volta la gestione è emergenziale e la manutenzione è fallace. TreNord va avanti a proclami, dice che fa troppe corse e deve ridurre per essere efficiente. Ma anche le corse negli orari di punta soffrono di una mal gestione cronica. In Regione puntano alle grasse infrastrutture come le autostrade, grandi mangiatoie pubbliche.
    Ora credo che i lombardi questo fallimento infrastrutturale un po’ se lo meritino anche….meno fanno e più in Regione vengono confermati a suon di grassi stipendi. Contenti voi….

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