Andare avanti con l’ospedale unico? “Sarebbe arrendersi a chi fa della salute un affare personale”
Il duro comunicato del Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, alla luce della nuova inchiesta che tocca il gruppo Caianiello e l'urbanistica gallaratese e che ha svelato gli appetiti sui terreni tra Busto e Gallarate
«Il comitato per il diritto alla salute del Varesotto da tempo sostiene che il progetto dell’ospedale unico non si occupa della salute dei cittadini, ma degli interessi legati alla costruzione dell’ospedale e alle opere che ne conseguiranno. Tant’è che dopo oltre un anno ci si è occupati unicamente della zona dove farlo sorgere, senza neppure uno straccio di indagine epidemiologica per capire i bisogni sanitari di noi utenti».
E a sostegno di questo, attingendo alle carte della Procura di Milano, il Comitato cita l’ex sindaco di Lonate Danilo Rivolta, che – dopo l’arresto – nel luglio 2017 diceva ai magistrati che «il business era ritrasformare le aree agricole (della 336) in aree edificabili» e che l’intera partita coinvolgeva non solo l’assessore regionale Gallera (che ha la titolarità del capitolo sanità) ma anche Nino Caianiello, ras locale di Forza Italia.
«A leggere il PGT di Gallarate, ora ovviamente fermo dopo gli arresti, si intuiva la volontà di cementificare le aree verdi della SS336, al confine con Busto Arsizio. Utilizzando lo strumento dell’accordo di programma regionale, che ha il “vantaggio” di limitare il potere della città di Gallarate e del suo consiglio comunale alla sola ratifica delle varianti urbanistiche. Per non parlare delle aree degli ospedali attuali, da dismettere, che si vogliono “valorizzare economicamente”. Un altro possibile ghiotto piatto da servire agli appetiti insaziabili del malaffare. Di fronte a quanto emerso dalle indagini, serve fermare il progetto dell’ospedale unico. Ora».
«I tempi previsti dalla Regione sono già slittati una volta e nuovamente salteranno con il secondo tentativo di accordo di programma (che dovrebbe chiudersi entro gennaio 2020). Inevitabilmente con le indagini in corso, a meno che si voglia fare finta di niente, andare avanti negando l’evidenza».
E se l’assessore Giulio Gallera, all’indomani degli arresti, ha confermato che il percorso va avanti (parlando addirittura di «momento fecondo»), il Comitato dice che invece l’intero progetto «va fermato subito e serve investire sugli ospedali esistenti: sulle strutture, sulla tecnologia, sul personale». Per questo si chiede di fermare la «lenta dismissione degli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio»: proseguire in questo senso «sarebbe arrendersi a chi tenta di fare della salute un affare personale» e «diventarne complici».
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