Arriva l’estate, corsa contro il tempo per trovare i medici

La direzione strategia dell'Asst Sette Laghi sta studiando tutte le soluzioni per evitare la chiusura dei posti letto estivi e garantire il servizio di pronto soccorso senza gravare il personale. Si è dimesso il primario del PS Chiaravalle

barellaia

CÈ una corsa contro il tempo all’ospedale di Varese per assicurare l’attività di pronto soccorso nei prossimi mesi estivi senza costringere il personale (22 medici) a turni massacranti.

«Il servizio sarà garantito. E questa è una certezza – assicura il direttore generale dell’Asst Gianni Bonelli – stiamo procedendo su più fronti per arrivare alla migliore soluzione». Quella che sta per cominciare si preannuncia un’estate difficile: da una parte ci sono le ferie e i riposi del personale, dall’altra la mancanza di operatori che possano garantire le sostituzioni.

«A livello burocratico ci siamo mossi per tempo e seguendo le procedure – chiarisce Bonelli – un bando per la mobilità a cui ha risposto un medico, un concorso a tempo determinato che è andato deserto e uno che ha coinvolto gli specializzandi prossimi ad ottenere la specializzazione. A dicembre, a percorso ultimato, potranno già essere reclutati. Ora procediamo con un bando a tempo indeterminato».

L’ostacolo, però, è sempre quello della mancanza di professionisti. Pochi a fronte di una molteplicità di offerta che non aiuta. «Per l’estate i turni in pronto soccorso saranno garantiti dai medici di altri reparti – tranquillizza il dottor Lorenzo Maffioli, direttore sanitario – abbiamo coinvolto i reparti internistici e abbiamo avuto una risposta adeguata per l’estate».

Salti mortali per assicurare un servizio indispensabile quale quello del Pronto Soccorso di Varese che è un centro di secondo livello oltre a essere uno dei sei trauma center lombardi: «Varese è centrale ma anche il PS di Tradate è in sofferenza – aggiunge Bonelli – stiamo avviando una diversa organizzazione che ci permetta di velocizzare i tempi di dimissione. Un maggior turn over porta a una più ampia disponibilità di letti e a risposte più veloci. Il modello che vogliamo introdurre al Galmarini è quello già attuato al Circolo ed è legato ai letti di degenza breve che alleggeriscono il reparto di medicina. Apriremo anche posti per subacuti dando un’ulteriore offerta».

Nella riorganizzazione, la direzione strategica dell’Asst Sette Laghi vorrebbe coinvolgere anche i medici di medicina di base: «C’era una convenzione per la gestione dell’ambulatorio codici bianchi ma nel giugno del 2017 non è stata rinnovata – chiarisce il direttore generale – è un servizio molto utile, una collaborazione che aprirebbe una sinergia proficua con il territorio. Vogliamo ripristinare quel modello con una convenzione da sottoscrivere con ATS e poi proporre poi ai medici».

La ricerca incessante mette a nudo le gravi difficoltà del sistema sanitario pubblico, destinate ad aumentare nei prossimi anni: «Abbiamo provato anche con le cooperative per il pronto soccorso. Ma nessuno ha risposto». Una difficoltà che potrebbe portare alla riorganizzazione del sistema dell’emergenza urgenza lombardo con l’applicazione della normativa che distingue e detta le condizioni operative dei diversi pronto soccorso suddivisi in categorie.

E se per i medici l’opera di reclutamento è difficile, le cose non vanno meglio per il comparto dove la carenza di personale infermieristico e la mancanza di candidati a nuove assunzioni pone una grossa incognita anche sul piano ferie: « La nostra intenzione è quella di chiudere il minor numero di letti possibile – spiega Gianni Bonelli – ma abbiamo difficoltà a trovare personale. Abbiamo attinto alle graduatorie di altre aziende ospedaliere per poter assumere 31 infermieri. Abbiamo contattato oltre 300 candidati, ci hanno risposto positivamente in 30 ma, stiamo notando che, nel momento della firma, molti si tirano indietro. Fino ad oggi siamo riusciti a contrattualizzare solo 6 infermieri. Ci siamo rivolti alle agenzie interinali ed è aperto un bando per selezionarle limitatamente al periodo estivo».

Sono pochi e preziosi e le offerte della sanità, tra privato e contratti in Svizzera, penalizzano la sanità pubblica: « Stiamo facendo ogni tentativo per poter garantire un ospedale con il maggior numero di letti aperti possibile. Ma non è semplice».

Sul tavolo del direttore generale c’è anche un’ulteriore grana: dal prossimo 2 giugno, il pronto soccorso non avrà più un direttore, il dottor Saverio Chiaravalle si è dimesso: « Una scelta dettata da motivi personali – commenta Bonelli – non è certamente legata a sue incapacità professionali a gestire il reparto e non va legata la sua decisione alle difficoltà attuali. Sono state motivazioni che attengono alla sua sfera privata che noi possiamo solo prendere atto. Il reparto è stato affidato comunque al dottor Massimo Bianchi, facente funzione mentre capo dipartimento EAS è stato nominato il dottor Capra già capo dipartimento di anestesia. Abbiamo inoltrato in Regione la richiesta per bandire un nuovo concorso per primario e ci aspettiamo di poter concludere il percorso burocratico entro la fine dell’anno».

A fine anno dovrebbero anche aprire i tanto attesi reparti del Del Ponte, pronto soccorso e terapia intensiva pediatrici: « Oggi ho firmato l’assunzione di 6 nuovi pediatri destinati al PS. La Regione ci ha assegnato due milioni di euro in più per potenziale il polo pediatrico. Ora dobbiamo procedere anche per il reclutamento di anestesisti della rianimazione pediatrica».

Fine anno è ancora lontano. Occorre prima affrontare l’estate tra mille difficoltà. 

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2019
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  1. Scritto da carlo196

    La difficoltà di trovare medici l’ho capita mentre per quanto riguarda gli infermieri mi sembra strano visto che spesso si leggono notizie tipo: al concorso per 30 posti si presentano 3/4.000 candidati. Proprio recentemente ho letto che in zona di Torino per 5 posti di infermiere si sono iscritti in 3mila.

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