Chiesa gremita per l’ultimo saluto a “Lollo” Giudici

Commovente cerimonia per l'ultimo saluto al ragazzo di 17 anni rimasto vittima di un incidente stradale. Lungo omaggio degli amici dell'oratorio e dei compagni di scuola

«Lollo, quello che ci hai dato è maggiore di quello che non abbiamo più». Sono le parole più usate dai ragazzi che hanno voluto ricordare Lorenzo Giudici, il 17enne di Barasso che ha perso la vita martedì scorso in un incidente stradale. Nel pomeriggio di sabato 18 maggio si è svolto il funerale in una chiesa di Casciago gremita, con centinaia di persone presenti per dare l’ultimo saluto a “Lollo”. Le porte della chiesa sono dovute rimanere aperte per lasciare che anche le persone rimaste sul sagrato potessero partecipare alla cerimonia.

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Oltre ai parenti, sono stati tantissimi i ragazzi che hanno voluto partecipare alla cerimonia officiata dal parroco Don Norberto, affiancato da altri quattro sacerdoti: i compagni di scuola, gli amici dell’oratorio, i compagni della squadra di calcio. Tutti hanno reso omaggio all’amico scomparso, posizionando sul feretro anche diverse magliette dell’oratorio estivo, o della squadra, insieme ad alcune foto.

All’inizio della cerimonia sono stati proprio i ragazzi a prendere la parola dal pulpito e a dare, a loro modo, un arrivederci all’amico. «Sei stato con noi per poco tempo ma ci hai lasciato tanto – hanno esordito i compagni di classe -. Quando sei entrato in classe la prima volta ci hai detto “Sono Lorenzo e vengo da Parigi”. Hai scelto il tuo posto al centro dell’aula, per integrarti con noi. Eri serio, forse troppo per noi: ci richiamavi spesso all’ordine e noi ti seguivano, anche prendendoti in giro. Non hai mai risparmiato il tuo aiuto e la tua disponibilità. Quando, studiando, incontravamo una parola francese ci illuminavi con la tua pronuncia. Anche martedì ci hai salutato con semplicità, quella che ti ha contraddistinto da quando ti abbiamo conosciuto».

Il funerale di Lorenzo Giudici

E ancora, altri compagni di scuola: «Hai vissuto per gli altri, la tua gentilezza e la tua disponibilità rimarranno sempre con noi. Sei sempre stato disponibile e ci piace pensare che tu abbia avuto un passaggio privilegiato in paradiso. Grazie a te, grazie a quello che ci hai insegnato, saremo tutti più uniti e più disponibili, pronti ad aiutarci. Perché questo è quello che avresti voluto tu».

«Lorenzo. Il filosofo mancato, un po’ sbadato, mai noioso e sempre trasparente – lo hanno definito scherzando gli amici dell’oratorio, molti dei quali indossavano la stessa maglietta rossa usata l’estate scorsa insieme a Lorenzo -. Sei l’amico che non hai mai fatto mancare niente a nessuno. L’amico che ascolta e sa arrivare dritto al cuore, l’animatore che si è sempre preso cura dei più piccoli. I giorni passati con te arricchiscono la nostra vita. Quello che ci hai dato è maggiore di quello che non abbiamo più».

Una comunità intera piange Lorenzo: “Era un ragazzo d’oro”

Durante l’omelia, Don Norberto non ha nascosto il dolore che ha colpito tutta la comunità: «Da martedì la nostra testa è piena di pensieri e lacrime che riempiono questa chiesa, che adesso è piena di persone di tutte le età. Ma è anche una chiesa piena della gloria di Dio. Voglio lanciare una proposta: il 14 di ogni mese per un anno ci incontreremo in una messa e lì, ovunque saremo, rincontreremo Lorenzo. Nella vita avremo modo di dire e fare scelte, nel bene e nel male. Lorenzo sarà sempre lì per noi, perché saprebbe da che parte stare e saprebbe suggerirci cosa fare. E noi lo ascolteremo».

Al termine della cerimonia, prima di accompagnare Lorenzo al cimitero, gli amici hanno lasciato liberi alcuni palloncini bianchi che hanno trovato la loro strada verso il cielo, tra gli applausi di una piazza che non voleva essere sgomberata.

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 18 maggio 2019
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