La sabbia luminosa è diventato il mio lavoro
Da una passione coltivata da bambino al lavoro da adulto. Andrea De Simone è un professionista della sand art
Durante le partite di pallone tra ragazzi, c’è sempre stato chi, prima della fine dell’incontro, prendeva il pallone e se ne andava a casa. E di solito era il proprietario della palla. Il «non gioco più, me ne vado», che era stata la canzone di addio alle scene di Mina, era dunque anche il motto con cui si abbandonava il campo di calcio con il pallone sotto il braccio.
C’era anche chi sul campo ci rimaneva, senza la speranza di tirare una sola pedata perché di calcio non sapeva nulla, preferendo alla palla il gioco con la sabbia. Andrea De Simone era uno degli astensionisti, condizione che non gli ha mai creato traumi, anzi. Da quell’auto esclusione si è inventato il suo attuale lavoro, la sand art, con cui ha deliziato il pubblico dell’assemblea del Gruppo giovani imprenditori di Univa.
«Ho trasformato una passione infantile in un vero lavoro» dice Andrea che ha fondato a Bergamo una società, la Compagnia delle sabbie luminose, con altri sei giovani colleghi, il più grande ha ventisei anni, il più piccolo venti. «Esistiamo dal 2013 – conclude Andrea – e abbiamo voglia di crescere. La sand art per emozionare ha bisogno di creatività. È come se ogni volta ritornassi bambino».
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