Il maltempo non ferma l’asta di “Fuck the cancer”

In tre anni sono stati raccolti ben 120mila euro, per realizzare il reparto di lunga degenza di oncoematologia pediatrica ne servono 400 mila. Domenica la seconda fase dell'asta con le magliette dei grandi campioni di calcio e Max Laudadio nel ruolo di battitore

Nonostante il maltempo che si è abbattuto su Comerio e sul parco di Villa Tatti Talacchini, l’asta organizzata da “Fuck the cancer” ha assegnato le prime dieci maglie alle offerte pervenute online. I pezzi più pregiati, ovvero le maglie originali e autografate da campioni del calibro di Ronaldo, Zanetti, Nainggolan, Chiesa, De Rossi e Pavoletti, solo per citarne alcuni, e altri cimeli verranno assegnati oggi, domenica 26 maggio. A fare da battitore sul palco della festa ci sarà Max Laudadio.

Fuck the cancer“, giunta quest’anno alla sua quarta edizione e da tre anni organizzata in collaborazione con la Fondazione Giacomo Ascoli, ha destinato i soldi raccolti alla ristrutturazione del Day Center oncoematologico pediatrico “Giacomo Ascoli” e alla realizzazione di un reparto di lunga degenza con camere sterili, in memoria di Erika Gibellini, all’ospedale Del Ponte di Varese.

UN TEAM SOLIDALE STRAORDINARIO
Sono tante le persone che collaborano alla buona riuscita di “Fuck the cancer” e molti di loro non vogliono apparire. «Ci basta questo» dice un volontario, indicando la tensostruttura della festa dove il gruppo alpini brinziesi prepara piatti gustosi. Max Gibellini, padre di Erika, morta a causa di un tumore tre anni fa, parla di «un team solidale straordinario».
Fuck the cancer” e Fondazione Giacomo Ascoli stanno combattendo la stessa battaglia e hanno unito con successo le loro forze. In tre anni sono stati raccolti 120mila euro, soldi già appostati in bilancio, che serviranno a realizzare il reparto di lunga degenza per il quale ne servono complessivamente 400mila.

Avarie

PERCHÈ È IMPORTANTE UN REPARTO DI LUNGA DEGENZA
All’ospedale Del Ponte in tema di oncologia pediatrica si sono fatti molti passi avanti, anche grazie all’impegno dei genitori e delle associazioni e fondazioni ad essi collegate. Prima della realizzazione del day center un bambino malato di leucemia doveva andare a farsi curare in altri ospedali come il San Gerardo di Monza, il San Matteo di Pavia o l’Istituto tumori di Milano. «Per fare la chemioterapia al nostro Giacomo – racconta Marco Ascoli (foto) presidente della fondazione dedicata al figlio – dovevamo alzarci presto per andare all’ospedale di Monza.  Svegliarlo alle cinque di mattina sapendo che lo si portava a soffrire, era un vero strazio. E lo stesso era il viaggio di ritorno: placare le sue lacrime con il sacchetto per il vomito stretto tra le mani. Oltre alla disperazione per la malattia c’era un notevole peggioramento della qualità della nostra vita. Quei viaggi sono stati così dolorosi, fisicamente e psicologicamente, che mi sono ripromesso che nessuno avrebbe dovuto più vivere quello strazio».

Grazie all’impegno della Fondazione Giacomo Ascoli, oggi quelle cure si possono avere vicino casa e con meno stress presso il day hospital oncologico pediatrico realizzato all’ospedale Del Ponte. Ora bisogna fare un passo in più. Realizzare un reparto di lunga degenza per l’oncoematologia pediatrica a Varese significherebbe dare un’ulteriore risposta ai bambini malati e alle loro famiglie che devono affrontare i diversi stadi della malattia, tra cui il ricovero in ambiente sterile. «In questi anni a Varese – conclude Ascoli – quattro medici hanno portato al Del Ponte l’esperienza acquisita nei reparti di oncologia pediatrica di importanti ospedali milanesi, dove ci sono i grandi numeri e si applicano i protocolli di cura internazionali».

Un riconoscimento importante per il lavoro fatto in tanti anni di attività benefica è arrivato nel 2015, anno in cui la Città Giardino ha ospitato ben 274 oncologi provenienti da 43 paesi del mondo per un grande convegno dedicato al linfoma pediatrico Non-Hodgkin, organizzato dalla Fondazione Giacomo Ascoli e dalla Pediatric Cancer Research Foundation di  New York.

DONARE È SEMPLICE
Le magliette che saranno battute all’asta domenica 26 maggio contribuiranno a realizzare questi progetti e a sostenere “Fuck the cancer” che nel frattempo è diventato un marchio registrato. Si può comunque contribuire in qualsiasi momento a questa grande causa facendo una donazione attraverso il sito della Fondazione Giacomo Ascoli cliccando sul tasto “dona ora” e specificando nella causale della donazione “Fuck the cancer-Erika Gibellini”.

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2019
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