300 chilometri per “staccare i biglietti”: la magia del cinema gestito dai volontari

Cordialità, servizio e clima famigliare: ciò che non ci si aspetta in un mondo dominato dai cinema multisala è, invece, il cavallo di battaglia dei volontari del cinema di Besnate. Questo week end in sala “Aladdin” in prima visione

Cinema Incontro Besnate

«Tornavo da Padova nel week end, apposta per il turno al cinema». Chiara fa la psicologa, ha studiato nella città del santo, ma era pronta a farsi trecento chilometri, una volta al mese, per tornare al “suo” grande schermo. La sua è una delle storie di volontariato che stanno dietro al Cinema Teatro Incontro di Besnate . 

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“Sala della comunità”, ovvero di proprietà della parrocchia. Il cinema, in questo paese che oggi ha 5500 abitanti, è nata nel 1931: «È la sala della comunità più longeva d’Italia», spiega Riccardo Checchin, responsabile del cinema interamente gestito da volontari.

L’Incontro presenta delle peculiarità inusuali in controtendenza con il box office: i volontari puntano sulla qualità, sull’accoglienza e sulla semplicità. Ed è proprio questa la sensazione appena si entra in sala, tutt’altra atmosfera da quella dei multisala affollati e dispersivi: un piccolo baluardo a difesa del cinema tradizionale.

L’altro punto di forza, spiega Riccardo, è la loro rosa di proposte: in primis il cineforum, «che riscuote molto successo, tanto che molti si abbonano per tutti gli appuntamenti», invernale e primaverile (in queste settimane è proprio in corso l’ultimo ciclo prima dell’estate a tema “Oscar 2019”), seguito sempre da un momento di confronto e commento costruttivo, molte iniziative culturali diverse ed, infine, il cinema estivo all’aperto in piazza Santa Maria del Castello, un momento di aggregazione per famiglie dove vengono riproposte pellicole della stagione cinematografica precedente.

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La vera anima dell’incontro, però, è costituita dai volontari, che sono circa una cinquantina e di fasce d’età molto diverse, coinvolti da molti anni. «Io ho iniziato quasi sei anni fa, durante il primo anno di università, mio padre faceva il proiezionista. Sono sempre stata attiva nel volontariato parrocchiale, nell’animazione, che ho lasciato quando ero al liceo», spiega la volontaria Chiara Turri, laureata in psicologia e oggi tirocinante. «Fare la volontaria al cinema era un modo per tornare al servizio della comunità dopo qualche anno di latitanza: ho iniziato come maschera, sono stata poi alla cassa e quest’anno organizzo la turnazione dei volontari, anche mio fratello è dei nostri». «Mi sono trovata bene fin da subito, soprattutto per l’atteggiamento inclusivo verso chi arriva fa fuori», continua.

(Ha contribuito al montaggio Edoardo Severgnini)

Tutti i volontari sono coordinati dai responsabili, Riccardo Checchin e Samuele Bistoletti, che hanno anche aperto il nuovo sito e hanno spinto affinché, nel 2014, entrasse il digitale anche nel cinema besnatese:«Un cambiamento, il digitale, che ci ha dato una marcia in più», grazie anche all’importante apporto di Gianni Pertile, punto di riferimento dei proiezionisti dell’Incontro.
Il gruppo eterogeneo di volontari è ben oliato e coeso (alcuni non sono residenti a Besnate, ma provengono dai comuni limitrofi): secondo Chiara, è proprio merito di Samuele e Riccardo:«Loro si impegnano a creare lo spirito di gruppo, sottolineando sempre i valori alla base di quello che facciamo: servizio di tutti i volontari, precisione e puntualità nel servizio ed attenzione verso chi visita la sala. Tengono tanto a questi punti e li trasmettono a noi».

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Tutto ciò si distanzia molto, infatti, dall’ambiente caotico del multisala: questo, il valore aggiunto del servizio, l’atmosfera famigliare che si respira nell’aria. La carta vincente di questo cinema, qualcosa che sicuramente non si trova altrove e, una volta che la si è provata, non ci si rinuncia più. «Siamo, inoltre, molto attenti alla questione economica: i nostri prezzi sono accessibili, così ci descrivono i visitatori», continua Riccardo, che spiega la filosofia dell’Incontro:«Per riuscire a fare la differenza e a concorrere con i multisala puntiamo sull’attenzione al cliente: abbiamo anche un’app dedicata al cinema per l’acquisto dei biglietti».

Inoltre, sono i volontari stessi che puliscono la sala e la addobbano in occasione delle festività:«Ci lasciamo coinvolgere molto e questo è tutto merito del clima di solidarietà ed aiuto creatosi tra di noi: siamo tutte persone che vanno oltre il minimo indispensabile del servizio, è naturale lasciarsi coinvolgere laddove non viene fatto pesare niente ed il clima che aleggia è positivo», spiega Chiara. È lei che negli ultimi due anni studiava all’Università di Padova da fuorisede: «Tornavo da Padova il week end al mese apposta per il turno al cinema, mi sarebbe dispiaciuto di più mollare che fare un salto mortale in più per il gruppo».

Cinema Incontro Besnate

Il numeroso team di volontari è forse al completo? «Noi siamo sempre alla ricerca di volontari: tra luglio ed agosto da due anni lanciamo la campagna “I love cinema!” che raccoglie i volontari. Finora ha dato parecchi frutti, soprattutto tra i giovani dell’alternanza scuola lavoro che, conclusa l’esperienza patrocinata dalle scuole, ritornano da noi», risponde Chiara, «molti dei nostri volontari, inoltre, ci hanno riportato che inserire nel curriculum vitae questa esperienza di volontariato in un cinema – fatto raro e curioso – li ha favoriti nella ricerca del lavoro».

La sfida del futuro? Certamente dal punto di vista tecnologico portare avanti il cinema è una perpetua lotta che, come affermano Riccardo e Chiara, presuppone un continuo reinventarsi e rinnovarsi:«La sfida della sala della comunità è capire come si evolverà in futuro», anche se per ora, proprio per l’eterogeneità della fascia d’età dei volontari, si è trovato il giusto equilibrio organizzando i turni online ed avendo un team editoriale che con costanza invidiabile si occupa della grafica, della newsletter e dei social. Una cosa, però, è certa: la famiglia dei volontari dell’Incontro, negli anni, potrà solo allargarsi, perché «Cinema Incontro vuole proprio essere l’incontro per i suoi spettatori, la propria comunità ed il proprio territorio».

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Pubblicato il 24 maggio 2019
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