“La nostra musica dà voce a galassie e pianeti”

Dalla Patagonia a Taino: Mar Azul e Josue Arias raccontano la “Música Galáctica” che ha stregato il pubblico del Festival dei punti cardinali

Mar Azul e Josue Arias

La loro “Música Galáctica” ha letteralmente catturato l’attenzione del pubblico che si è immerso nella musica ambientale e sperimentale di Mar Azul e Josue Arias, due artisti visionari. È stato un viaggio sonoro «alla ricerca di una nuova coscienza» a inaugurare la quarta edizione del Festival dei Punti Cardinali organizzato dall’associazione Viardot e andato in scena lo scorso weekend a Taino.

Il duo, composto dall’arpista Mar Azul (alias Marina Bonetti) e dall’eclettico Josue Arias (hang, sintetizzatori ed effetti), attualmente vive nella Patagonia argentina dove ha la possibilità di lavorare a un genere molto particolare di musica, la “musica galattica”. «La musica galattica – spiega Mar all’indomani del concerto – nasce attorno agli anni Settanta per illustrare i documentari inerenti allo spazio, al cosmo, ai pianeti. Noi interpretiamo i movimenti che avvengono nella galassia attraverso i nostri strumenti, come l’hang, dando origine a musica meditativa». 

«L’hang è uno strumento nato in Svizzera agli inizi degli anni duemila – chiarisce in spagnolo Josue -. Le sue sonorità cosmiche, ricche di armonici, plasmano atmosfere che si combinano bene con l’arpa». Come descritto dal duo, su un’accordatura di 444 Hz, l’unione dell’arpa con l’hang crea una musica che ha un obiettivo importante: «Vogliamo ispirare le persone per compiere quel collegamento tra la terra e il cielo e quella connessione che permette agli individui di essere “centrati”, in grado di vivere il momento presente». Un vero e proprio “stile” dunque, non solo musicale ma anche di vita, le cui radici fondano sull’improvvisazione, e che sicuramente ha aiutato i due musicisti nella performance di venerdì, inizialmente prevista al Monumento dei Punti Cardinali di Gio’ Pomodoro ma poi spostata al Centro dell’Olmo a causa maltempo.Nonostante la forte pioggia e un breve blackout provocato dal temporale, il duo ha fornito una prova di grande valore non lasciandosi intimorire dagli imprevisti che avrebbero potuto compromettere la loro esibizione. Un’atmosfera particolare ha così avvolto il concerto, la cui serenità e la pace  hanno saputo proteggere e isolare gli spettatori dalla violenza dei tuoni e del vento che forte fischiava appena fuori il teatro dell’Olmo.

«Nella vita sempre succede qualcosa che è difficile da pronosticare.- commenta Mar -.Dimenticarci del passato, dimenticarci del futuro; viviamo e affrontiamo ciò che avviene nel momento presente partendo proprio da una attitudine che appunto definiamo “centrata”. Nella vita non abbiamo nessun controllo su ciò che succede, è improvvisando che possiamo sintonizzarci con il giusto passo da fare. Tutto avviene secondo una legge di causa ed effetto, ed è così che nasce uno dei nostri lavori: Viaje a la conciencia (in italiano “Viaggio alla coscienza”, ndr)».

«Vivere in una zona isolata come la Patagonia, lontano dalle comodità aiuta ad improvvisare con quella che in Argentina si chiama Buena onda, ovvero il buon umore.- spiega il duo all’ombra del monumento dei Punti Cardinali.- Esiste però una serie infinita di soluzioni: Platone parlava di  “Mondo delle Idee” mentre nella fisica quantistica si chiama il campo infinito di tutte le possibilità, dal quale attingiamo quelle cose che ci interessano per poter vivere in maniera piena e in amore».

Secondo Josue l’incontro con Mar ha affidato al duo “una sorta di missione”. Il percorso di Mar è stato infatti molto accademico e strutturato mentre Josuè ha sempre sperimentato dedicandosi per molti anni al mondo audio-visuale. «Pensiamo che la fusione dei nostri due mondi trasmetta questa attitudine attraverso la musica, le sonorità e le frequenze. Possiamo sempre decidere in quale frequenza vibrare, se in quelle della guerra o dalla pace. Senza aspettarci nulla, raccogliendoci, è possibile percepire la realtà e grazie all’intuito e alle ispirazioni vibrare nelle frequenze dell’amore incondizionato».

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Pubblicato il 20 giugno 2019
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