Lungo la Statale 33 dove innovazione e formazione vanno a braccetto

Il primo giorno di Territori in Tour ha raccontato la zona nord della città tra aziende che anticipano il futuro, nuovi modelli di formazione e strade molto trafficate


Il primo giorno di Territori in Tour a Busto Arsizio si è concentrato sulla zona nord della città, lungo uno degli assi viari storici del territorio, ovvero la strada statale 33 del Sempione e le sue 23 mila auto al giorno. Su questa strada, una volta di grande comunicazione e oggi integrata nel tessuto urbano cittadino, si affacciano il quartiere Beata Giuliana di Busto Arsizio, molte realtà in trasformazione (il palaghiaccio rimasto a metà, l’area ex-Mizar che si trasformerà in un’area di commercio e intrattenimento), scuole superiori importanti (Enaip e Ite Tosi) e molte aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro principale punto di forza, Eolo e Bandera. Sempre a nord di Busto si incontrano anche la superstrada 336 (47 mila auto al giorno) che collega Malpensa e l’A8.territori in tour busto arsizio giorno 1

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Territori in Tour a Busto Arsizio: giorno 1 4 di 11

Il nostro viaggio parte proprio dall’interconnessione tra scuola e aziende. A raccontarci come questo sta avvenendo è la direttrice di Its Incom, Maria Rosaria Ramponi, insieme a Rina Sartorelli, membro della giunta Its. Insieme ci raccontano di come è nata e si sta sviluppando l’attività formativa: «Its è un percorso post-diploma che si pone come un’alternativa al classico percorso universitario avvicinando i ragazzi all’ingresso del mondo del lavoro e le aziende di alcuni settori specifici alla figura professionale e alle competenze che stanno cercando. Its cambia pelle ogni anno perchè si adegua all’innovazione tecnologica delle aziende. Il 95% degli studenti trova lavoro prima della fine del percorso formativo».

A nord di Busto Arsizio sorgerà anche l‘ospedale unico di Busto Arsizio e Gallarate. A parlarcene è Eugenio Porfido, il direttore dell’Asst Valle Olona a cui è stato affidato il compito di traghettare i due vecchi ospedali di Busto e Gallarate verso la nuova struttura sanitaria che sorgerà a Beata Giuliana, afacciata sul Sempione: «Entro il 2028 questo territorio avrà una grande struttura ospedaliera da 700 posti letto. Vogliamo creare un’open hospital con le migliori tecnologie, la formazione universitaria, un percorso neurosensoriale, una galleria di negozi è molto altro».

Il nostro viaggio sulla Statale 33 prosegue fino a Eolo (azienda che crea e vende connettività internet) dove Sergio Grassi, direttore dell’area Sales & Marketing ci racconta come è cambiata l’azienda nei suoi 10 anni a Busto Arsizio: «In 10 anni a Busto Arsizio siamo passati da qualche milione di fatturato a 127 milioni. La nostra politica sul personale punta su collaboratori motivati e sulla logica dell’errore: saper cambiare per migliorare, mettendosi in discussione. La Fibra? È un pezzo di una nuova sfida ma il nostro cuore rimane l’erogazione di un servizio che funzioni bene e arrivi dappertutto. Su questa linea ci siamo impegnati nel progetto “Missione comune”. L’obiettivo è quello di aiutare i piccoli comuni a non spopolarsi. Per questo abbiamo destinato all’implementazione dei servizi nei piccoli comuni, un milione all’anno».

Sempre in tema di innovazione abbiamo fatto visita alla Bandera, azienda con 70 anni di esperienza nel settore delle macchine per estrusione di materie plastiche. Piero Bandera rappresenta la seconda generazione di proprietari insieme al fratello Franco: “Si parla molto male della plastica e spesso a sproposito. La plastica è fondamentale ma non va sprecata. Noi in questo siamo all’avanguardia con la ricerca per il recupero della plastica delle bottiglie e i biopolimeri”. Con lui c’erano anche Andrea Rigliano, direttore Sales & Marketing ed Enrico Venegoni, Chief Technical Manager e membro del C.d.A.. Proprio Venegoni ci dà una pennellata di futuro: «Stiamo studiando i biopolimeri grazie ad una grande macchina che consideriamo la nostra Amerigo Vespucci. Questa macchina creerà scatole di plastica per alimenti e non solo che si potranno buttare nell’umido. Useremo polimeri fatti di amido di mais, glucosio e altri componenti naturali».

Tra passato e futuro si colloca, infine, il polo fieristico di Malpensafiere. Nato 20 anni fa dalle ceneri della mitica Mostra del Tessile, col tempo ha perso la sua funzione di contenitore di grandi fiere di settore. Il vicepresidente di PromoVarese Rudi Collini racconta come si è arrivati ad oggi: «Malpensafiere nasce nel 2002 dopo la chiusura della mostra del tessile di Castellanza. L’obiettivo era quello di puntare sul mondo fieristico con la spinta delle grandi aziende bustocche e della provincia. Fino al 2011 questa era la mission poi è iniziata la nuova gestione con eventi di nicchia che funzionano bene. Oggi Malpensafiere lavora quasi ogni weekend con le fiere e in settimana come centro congressi». Mauro Vitiello, presidente di PromoVarese ne è certo: «Il futuro sono i grandi eventi aziendali. Vogliamo puntare sui grandi meeting aziendali da oltre 500 partecipanti. Questo rilancio passerà necessariamente da un restyling della struttura che stiamo già cominciando a progettare».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 luglio 2019
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