Riaperta nel nome di Zamberletti e Furia la Dacia di Villa Baragiola

A Varese apre il centro nazionale per le emergenze e per lo studio e la prevenzione dei rischi naturali, nel nome dei due varesini che hanno cambiato il corso della prevenzione e dell'emergenza in Italia

Una palazzina che unisce gli studi sulla Protezione Civile e quelli per  la prevenzione dei rischi naturali e climatici nel nome dell’onorevole Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione civile, e del professor Salvatore Furia, ideatore dell’osservatorio astronomico del Campo dei Fiori.

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È a queste due importanti figure varesine per la vita del nostro Paese che il Comune di Varese ha deciso di dedicare la Dacia di villa Baragiola, struttura sita in uno dei principali parchi della città, che da oggi, venerdì 12 luglio,  diventa una base operativa – e di archivio storico – della Protezione civile nazionale oltre che sede del Centro geofisico prealpino, che da anni fornisce le previsioni meteorologiche a tutta la Lombardia.

Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli e il sindaco di Varese Davide Galimberti. Molte però anche le autorità presenti: dal presidente della Provincia Antonelli al questore Pepè, dall’intera giunta del comune di Varese ai consiglieri regionali Monti e Cosentino, insieme ad altre autorità civili e militari, che con molti cittadini e volontari del centro geofisico prealpino e della protezione civile locale hanno voluto essere presenti a questa inaugurazione molto sentita.

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«Oggi realizziamo il sogno dell’onorevole Zamberletti – ha spiegato il sindaco Davide Galimberti – Prima della sua scomparsa avevamo proprio parlato dell’opportunità di realizzare un centro documentale e per le emergenze proprio in questi spazi, e farlo insieme al centro geofisico, aprendolo in memoria di un’altra importantissima figura come Salvatore Furia. tavamo già organizzando, anche con lui, questa inaugurazione, per il 2 di febbraio. Per questo, con la sua scomparsa a fine gennaio, è stato naturale dedicarla anche a lui, visto che l’inaugurazione concretizza ancora di più il pensiero di Zamberletti.  Varese dunque rende il giusto omaggio a due grandi varesini, con un punto di incontro innovativo tra volontari che si occupano di emergenze».

Prima del taglio del nastro che ha ufficialmente inaugurato la struttura, è stato inoltre firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Varese e la Protezione civile nazionale. Il documento ha dato il via così a un ampio progetto che da oggi trasforma la Dacia di  Varese in una “palazzina delle emergenze”, dove trovano posto il Centro geofisico prealpino e, appunto, un centro studi della Protezione civile con regia a livello nazionale. Il Comune, infatti, mette a disposizione del Dipartimento la Dacia di Villa Baragiola, concedendola a titolo gratuito per 6 anni, con la possibilità di rinnovare l’accordo anche in seguito.

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QUASI UN “MUSEO ZAMBERLETTI” CON TUTTI I SUOI DOCUMENTI

Nella Dacia sarà custodito un centro che conterrà tutte le informazioni e documentazioni relative all’attività svolta a partire dall’anno 1977 proprio da Zamberletti, “padre” della Protezione civile italiana.

Il tutto per accrescere la conoscenza della protezione civile e degli argomenti correlati, e con il coinvolgimento attivo di popolazione, studenti, volontariato ed enti locali del territorio.  Inoltre, il Comune e il dipartimento di Protezione civile si sono impegnati a organizzare annualmente un convegno nazionale a Varese in memoria e ricordo di Giuseppe Zamberletti.

«L’accordo siglato oggi, tra noi e il Comune di Varese – ha spiegato il capo dipartimento Angelo Borrelli – sarebbe stato certamente gradito all’onorevole Zamberletti. Grazie a questa intesa, infatti, potremo contribuire a diffondere, ancora di più, la cultura di protezione civile nel nostro Paese e lo faremo coinvolgendo cittadini, studenti, volontari ed enti locali. Faremo sistema, insomma, come siamo abituati a fare e come tante volte ci ha chiesto di fare Zamberletti, che sarebbe particolarmente felice anche perché il centro studi documentale, che da oggi inizia a prendere forma, avrà la sede nella sua amata Varese e opererà in stretta sinergia con il Centro geofisico prealpino, proseguendo un percorso da sempre stimolato da Giuseppe Zamberletti e realizzato insieme al fondatore del Centro, Salvatore Furia».

FIANCO A FIANCO CON IL CENTRO GEOFISICO PREALPINO

Al lavoro della Protezione civile si affiancherà anche quello del Centro geofisico Prealpino. L’associazione nel territorio provinciale, regionale e nazionale che si occupa di meteorologia, sismologia e di studi scientifici e ricerche nei settori attinenti agli eventi naturali, sono considerati complementari e funzionali allo svolgimento delle attività di protezione civile comunali.  Anche in questo caso, grazie ad un accordo stretto con il Comune di Varese, il centro geofisico troverà spazio nei locali della Dacia di Varese, portando avanti il proprio lavoro insieme alla protezione civile.

La  sinergia tra la Protezione civile ed il Centro geofisico prealpino, è frutto proprio del pensiero di Giuseppe Zamberletti che, in più occasioni, aveva riconosciuto l’importanza delle previsioni meteo nella programmazione dei soccorsi: «Ricordo ancora, da giovane volontario, le sue telefonate al centro Geofisico nel 1976 – spiega il presidente della società astronomica Schiaparelli Vanni Belli – Quando chiamava noi, e Furia in particolare, per avere il meteo della zona prima di fare spostamenti tra i terremotati del Friuli: dava grande attenzione al meteo per la capacità di prevenire rischi per la popolazione».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 12 luglio 2019
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