Legge sui defibrillatori, a che punto siamo

Un argomento importante i cui effetti sulla salute dei cittadini sono visibili giorno dopo giorno

Avarie

Non centra solo lo stile di vita: solo due giorni fa un ragazzo di 27 anni, sportivo, un atleta australiano colpito da arresto cardiaco si è salvato per la prontezza dei suoi colleghi ma soprattutto per la presenza sul posto del defibrillatore.

Ogni anno in Italia muoiono 60 mila persone per arresto cardiaco. A che punto è la legge sulla diffusione di questi strumenti salvavita e che prevede un accesso più semplice alle pratiche rianimatorie “laiche“ ?

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità lo scorso 30 luglio, con 502 voti, la proposta di legge per favorire la diffusione dei defibrillatori anche in ambienti extraospedalieri, come gli scali e i mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi. Il testo passa ora all’esame del Senato per il via libero definitivo.

Sono 5 i punti fondamentali della nuova legge, votata all’unanimità dalla Camera dei Deputati e che è la sintesi di 8 proposte di legge. Ecco in sintesi cosa prevede la norma.

Chiunque potrà usare un defibrillatore automatico o semiautomatico senza paura di incorrere in sanzioni e soprattutto senza paura di fare danni perché i DAE oggi in commercio sono così intelligenti da consentirne l’uso a tutti e da non permettere che anche una persona non formata all’uso possa fare danni. Finalmente passa il principio che in presenza di un sospetto arresto cardiaco e con un defibrillatore a portata di mano l’unico danno che si può fare è non usarlo.

Si introduce l’obbligo di installazione di DAE in aereoporti, stazioni ferroviarie, porti, su tutti i mezzi di trasporto che effettuano tratte oltre le 2 ore senza possibilità di fermate intermedie e altre realtà tra cui le sedi delle pubbliche amministrazioni, quest’ultime entro il 2025, o l’obbligo di presenza di DAE per tutte le società sportive sia durante le gare ufficiali, sia durante gli allenamenti, andando così a sanare un inspiegabile vuoto ereditato dal decreto Balduzzi del 2012.

Si promuovono una serie di iniziative di formazione sulle tecniche di primo soccorso, tra cui l’utilizzo del DAE, nelle scuole a partire da quelle secondarie di primo e secondo grado. E non solo agli studenti ma anche a docenti e personale scolastico.

La registrazione e conseguente mappatura di tutti i DAE presenti sul territorio che potranno così essere facilmente individuati tramite una APP su qualsiasi smartphone.

Una somma di 14 milioni stanziata dallo Stato (4 milioni per il 2020 e 2 milioni l’anno dal 2021 al 2025) per incentivare la diffusione dei DAE su tutto il territorio.

«La diffusione più capillare possibile di questi strumenti è fondamentale per un motivo molto semplice e cioè che nell’arresto cardiaco la variabile più importante è il tempo di intervento. Bastano anche 10 minuti per vanificare qualsiasi utilità nell’intervento del personale medico. Attenzione però, non si confonda il DAE con una alternativa alla chiamata al 118 che rimane sempre la prima cosa da fare prima di intervenire con questi apparecchi», spiega l’onorevole Riccardo Olgiati, dei Cinquestelle, tra i firmatari del provvedimento che ora dovrà passare al voto del Senato.

«Se oggi siamo arrivati qui è grazie a tutte quelle associazioni che nei territori hanno fatto sensibilizzazione su un tema di importanza vitale, in tutti i sensi! Nell’Alto-Milanese abbiamo la fortuna di averne una delle più attive nel panorama italiano, l’ormai arcinota 60milavitedasalvare, che non smetterò mai di ringraziare per avermi portato a conoscenza di questo tema importantissimo. Senza gli amici Mirco, Luca e Mara probabilmente oggi non saprei nemmeno di cosa stiamo parlando. Ed invece insieme a loro è nato un percorso iniziato diversi anni fa con il semplice corso di utilizzo del DAE che è proseguito fino alla partecipazione un anno fa circa a Piacenza al convegno per i 20 anni del “Progetto Vita” che ha reso il capoluogo emiliano la città più cardio protetta d’Europa. E’ anche e soprattutto grazie a persone come Voi se oggi siamo arrivati a questo importantissimo risultato. Ora manca solo il passaggio al Senato che mi auguro avvenga non appena riprenderanno i lavori a settembre. Ci sarà spazio e modo per provare a migliorare ancora di più una legge che comunque è già così un grande passo in avanti su questo argomento», conclude Olgiati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 agosto 2019
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