Ferrovia Malpensa-Gallarate, “le decisione finale non è ancora stata presa”

Legambiente, convinta dell'inutilità e dell'impatto dell'opera, ha chiesto un nuovo incontro con il Parco del Ticino. "Purtroppo siamo in un regime di sopraffazione istituzionale, ma faremo arrivare la nostra posizione ai tavoli"

La ferrovia T1-T2 Malpensa

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del circolo di Gallarate di Legambiente sul progetto della ferrovia Malpensa T2-Gallarate

 

Il nostro circolo ringrazia tutti coloro che con scritti, messaggi orali o comunicazioni social hanno espresso fiducia in Legambiente, richiedendo il respingimento del collegamento ferroviario T2- Linea del Sempione. Purtroppo siamo in un regime di sopraffazione istituzionale, ma crediamo ancora per il bene della Lombardia, dell’Italia e soprattutto di tutti i cittadini che vivono, lavorano e votano qui, di poter far giungere il nostro pensiero forte e chiaro sui tavoli decisori. Ecco alcune brevi informazioni sull’attuale stato dell’arte.

La decisione finale non è ancora stata presa. Il grande assente, come si sa, è il Piano Territoriale d’Area, con la sua VAS ed il Rapporto Ambientale. E’ questa una valutazione partecipata che, se ben attuata, offre una visione complessiva sulle reali possibilità di insediare nuove opere infrastrutturali nel nostro territorio. Legambiente ricorda che nel lontano 2009, quando venne riavviato il PTRA di Malpensa Quadrante Ovest, mai concluso e tutt’oggi pubblicato sul sito SIVAS, effettivamente Regione Lombardia credeva ingenuamente nella possibilità di realizzare nuove opere. Ma il Rapporto Ambientale apparve subito negativo, quindi il processo di VAS fu rinviato sine die. Legambiente ha scritto e riscritto a Regione L. chiedendo che sia resa pubblica la verità, ma purtroppo siamo nella totale e sconcertante mancanza di trasparenza.

Passiamo al finanziamento europeo. Attualmente sono stati forniti dalla Commissione Europea circa 1.800.000 euro, quota europea di partecipazione ai costi dello studio, il quale viene erogato comunque, indipendentemente dai risultati dello studio stesso, ovvero concesso a priori, sia che i giudizi conclusivi siano positivi che negativi. Nell’informazione ricevuta da Legambiente da parte della C.E. il 28/8/2018, il funzionario europeo offre informazioni precise a tale riguardo: Il supporto fornito dalla Commissione, attraverso il fondo CEF, al finanziamento di uno studio non garantisce il successivo supporto al finanziamento di eventuali progetti di costruzione. Siamo dunque lontani dal ritenere concesso il finanziamento europeo per la realizzazione dell’opera, tanto più che il sopracitato funzionario meglio chiarisce la procedura di partecipazione: L’analisi di tali possibili futuri progetti, che per altro devono essere presentati dai promotori di progetto con l’assenso degli Stati Membri e attraverso bandi competitivi, verrebbe fatta su base di documenti forniti all’atto della sommissione. Tali documenti includono analisi costi benefici e informazioni relative alla valutazione d’impatto ambientale del progetto.

Stranamente vi è un annuncio a carattere cubitali sulla copertina di vari studi SIA e delle sue Integrazioni: meccanismo finanziato dall’Europa. Ma chi lo dice? Vorremmo proprio sapere cosa può pensare l’Europa dell’Analisi Costi Benefici, che giudica negativo il progetto, e della VIA, così pasticciata ed autoreferenziale. E lo Stato Membro? Basta segnalare i quattordici arresti seguiti alla realizzazione del tratto T1-T2 per insinuare i più tristi sospetti. Ma questa è la prima grande azione persuasiva del SIA: far credere ciò che non è vero. Si possono esporre le vistose assenze, le ovvietà, la superficialità del SIA e delle Integrazioni? Sono troppe. Questa volta la Regione è caduta davvero in basso, ha valutato con superficialità i ritardi dei treni, la soppressione di molte corse, le carrozze ripugnanti, i comitati pendolari, sta invece pensando al T2!

Legambiente Gallarate ha esplorato molti ambienti decisori. Per quanto riguarda il passato, possiamo dire che l’Osservatorio Ambientale che aveva suggellato il decreto D’Alema, per ammissione scritta dello stesso Ministero dell’Ambiente non è mai stato istituito. Dunque chi ha sostenuto che almeno alcune prescrizioni sono state eseguite, se l’organo, per legge deputato al controllo, non è mai stato istituito?

Nell’intento di far luce sulla procedura di approvazione del T2-linea del Sempione, Legambiente ha chiesto con altre tre associazioni (Viva Via Gaggio, Unicomal e Salviamo la Brughiera) un incontro con il Parco, per un confronto di pareri sulla tratta ferroviaria in questione per aggiornamenti sulla procedura relativa al progetto della tratta ferroviaria in questione e per esporre la nostra posizione. Ringraziamo tantissimo i partecipanti del Parco per averci accolti: la Vicepresidente Chiappa, facente il ruolo di Presidente dopo le dimissioni di Beltrami, i Consiglieri Gibelli e Signorelli, il Direttore Peja e due funzionari incaricati dello studio. Davvero tante attenzioni verso di noi, ne siamo onorati. Auguri dunque al Parco per la migliore realizzazione della sua mission: la tutela del grande, meraviglioso ed insostituibile corridoio biologico.
Arrivederci a tutti al convegno del 21, a Somma Lombardo.
Gallarate, 13 settembre 2019

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 settembre 2019
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