Pontida, Salvini incendia la folla: «Non tocchino il decreto sicurezza»

Il leader leghista a Pontida per la festa del partito attacca la squadra di Conte: «Governo di abusivi e traditori del popolo italiano». Dai militanti insulti antisemiti a Gad Lerner; un deputato a Mattarella: «Mi fa schifo»

Pontida 2019

«Il presidente del Consiglio ha svenduto l’Italia a Macron e alla Merkel. Se toccano il decreto sicurezza ci mobiliteremo». Matteo Salvini ha arroventato la mattinata di Pontida. Domenica 15 settembre, nel piccolo comune in provincia di Bergamo, si è tenuta la rituale festa della Lega, nata per celebrare il Giuramento di Pontida che, nel 1167, portò alla nascita della Lega Lombarda contro Federico I Barbarossa.

E non poteva mancare il leader della (ex) Lega Nord, Matteo Salvini, ormai ex ministro dell’interno. Salvini, come ampiamente previsto, ha scaldato gli animi dei militanti con parole al vetriolo nei confronti del nuovo governo, il Conte bis (qui tutta la squadra di governo): «Sono traditori rinchiusi nei palazzi. È un governo di poltronari presieduto da un servitore di due padroni (il riferimento è a Merkel e a Macron, ndr)».

Poi mette al centro il tema dell’immigrazione, cavallo di battaglia dell’ex ministro milanese autore dei due contestati decreti sicurezza: «L’Italia rischia di tornare a essere un campo profughi. Se smonteranno il decreto sicurezza faremo un referendum: sarà il popolo contro il palazzo». Quindi commenta lo sbarco della nave Ocean Viking, della ONG Medici Senza Frontiere, avvenuto nella notte tra il 14 e 15 settembre: «Ci sono già decine di migliaia di migranti che sarebbero dovuti già partire e andare all’estero, ma così non è mai stato». In realtà è già stato annunciato che le 82 persone saranno ricollocate in cinque paesi diversi, che dovrebbero essere (secondo quanto riporta l’ANSA) Francia, Germania, Portogallo e Lussemburgo (oltre a una quota che rimarrà in Italia).

Salvini quindi allarga il discorso, e spazia tra la replica a Carola Rackete, che definisce una «viziatella comunista. Sarò contento di affrontarla a testa alta in tribunale», all’attacco frontale ai giudici, citando Rosario Livatino: «Già 40 anni fa scriveva che sarebbe stato opportuno per i giudici rinunciare alle elezioni».

Su un piano più politico, il leader leghista annuncia nuovamente la flat tax («Sarà il primo provvedimento della Lega al governo»), e, spinto dalla senatrice Lucia Borgonzoni, paventa l’ipotesi di un secondo referendum, quello per cambiare la legge elettorale: «Voglio un sistema maggioritario: chi ha un voto in più governa, e lo si sa la sera stessa delle elezioni». Questo mentre pare che il governo giallorosso abbia intenzione di far passare una legge elettorale che verta su un sistema maggioritario puro. Come sempre, quindi, i partiti spingono per cambiare la legge elettorale in base alle proprie convenienze: pochi anni fa Renzi voleva un maggioritario con doppio turno, quando il PD era il primo partito; adesso è Salvini a volerlo.

Prima e dopo Salvini, sul palco si sono avvicendati diversi rappresentanti del partito, tra governatori, sindaci e parlamentari. Tra questi, si è distinto il deputato Vito Comencini che se l’è presa con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, senza tanti giri di parole: «Questo presidente della Repubblica mi fa schifo».

Sotto il palco, gli insulti

L’atmosfera rovente dal palco di Pontida è rieccheggiata tra i militanti con risvolti non edificanti. Il giornalista Gad Lerner, da sempre manifestamente critico nei confronti della Lega, è stato attaccato e apostrofato con diversi insulti, la maggior parte di stampo antisemita (tra cui uno tra il becero e il comico: «Non sei italiano, sei ebreo»). Ma non è stato l’unico giornalista attaccato. Al reporter di Repubblica Antonio Nasso è andata anche peggio: mentre stava facendo alcune domande ai militanti, la sua telecamera è stata colpita da una manata e si è rotta. 

di caccianiga.marco@yahoo.it
Pubblicato il 15 settembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Salvini son decenni che campa su di una politica delle promesse, raramente mantenute e ancor meno portare a termine con i presupposti iniziali. Si dimentica che Io scorso governo è stato messo in piedi quasi dopo TRE mesi di estenuanti consultazioni tra il primo ed il terzo partito. Ora fa fuoco e fiamme per 10 gg di consultazioni tra il primo ed il secondo partito. Le sue famose promesse tra cui le accise benzina sono state sostituite da condoni fiscali per evasori e ladri.
    Prima o poi Salvini questo incendiare non lo saprà più controllare. Lo si è visto ieri quando nel 2020 siamo ancora qui con frasi antisemite e giornalisti aggrediti. Guardatevi l’ultimo film di Spike Lee, il finale di quel film è l’Italia che ci attende.
    https://youtu.be/1_QccgBBEHc

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