L’Europa è bloccata. Ci vuole una nuova costituente

L'eurodeputato Giuliano Pisapia e il senatore del Pd Alessandro Alfieri hanno partecipato all'incontro organizzato dal Movimento federalista europeo

Generico 2018

PUna nuova consapevolezza si aggira per il Vecchio Continente: cosi com’è l’Europa non funziona, occorre cambiarne al più presto la governance con una nuova assemblea costituente. Se un merito, del tutto involontario, può essere riconosciuto al leghista Matteo Salvini e ai sovranisti, è di aver riportato a galla dal mare dell’indifferenza generale il dibattito sul futuro politico dell’Unione europea. Ma c’è molto di più. Oggi anche il centrosinistra prende in considerazione esplicitamente l’ipotesi di un’Europa a velocità diverse, senza sentirsi in colpa per aver messo in discussione il dogma della solidarietà dei padri fondatori.

La conferma di questa nuova consapevolezza è arrivata dall’incontro al collegio De Filippi di Varese, organizzato dal Movimento federalista europeo (Mfe), con l’eurodeputato Giuliano Pisapia, il senatore del Pd Alessandro Alfieri, Luisa Tromellini e Matilde Ceron, rispettivamente segretaria nazionale e cittadina (M. Ceron era stata precedentemente indicata, sbagliando, come segretaria provinciale, ndr) dell’Mfe.

Sia Alfieri che Pisapia hanno ricordato i presupposti che hanno portato alla nascita dell’Europa, ovvero solidarietà e sovranità, oggi azzerati dalle polemiche sugli sbarchi dei migranti e dall’attacco della Turchia ai curdi, fino a ieri considerati il baluardo delle democrazie occidentali nella guerra in Siria contro i fondamentalisti di Daesh. La debolezza politica di Bruxelles su questi due fronti caldi è evidente e contraddittoria. «Abbiamo bisogno di un’Europa che parli con una voce sola e che funzioni – ha detto Alfieri – Invece in questo momento questa voce non si sente perché l’Europa si inceppa sull’unanimità necessaria per decidere».

C’è un problema di efficienza legato a Bruxelles e questa è forse l’ultima occasione per cambiare rotta. «O questa volta riusciamo a sburocratizzare l’Europa oppure è finita – ha aggiunto Pisapia – Da eurodeputato posso dire che ho letto le carte e in questi anni l’Europa le regole per funzionare le ha già scritte, ma non sono state mai adottate. Se non si agisce, la sfiducia verso la Ue aumenterà».

L’occasione per agire, secondo Pisapia, c’è già ed  è la nuova conferenza europea,  annunciata da tempo ma di cui nessuno parla. «Durerà due anni – ha spiegato l’eurodeputato – e non saranno i commissari a decidere, bensì i cittadini che dovranno confrontarsi e scegliere le priorità e i passi da fare».

La conferenza deve dunque diventare un meccanismo per il cambiamento della governance e superare la paralisi. Ma è la segretaria Tromellini ad andare dritta dritta al cuore della questione: «Deve diventare un’assemblea costituente. Ciò che serve è già stato scritto, ma occorre un nuovo trattato affinché l’Europa abbia piena capacità di agire. Ci sono paesi che più di altri vogliono cambiare. Ora ci vuole un trattato che cambi l’Europa».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2019
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