La politica è ancora al servizio del bene comune?

L'intervento del consigliere comunale di Varese Luca Boldetti, della lista Orrigoni

Pd Varese politica

Buongiorno,
vi scrivo per condividere con la vostra testata ed i vostri lettori una mia riflessione, sviluppata insieme ad alcuni amici che mi aiutano nello svolgere il ruolo di consigliere comunale, nata a seguito degli accadimenti politici degli ultimi mesi.

Mi è sorta la domanda “Perché ci interessiamo ancora alla Cosa Pubblica? E, soprattutto, la politica è ancora al servizio del Bene Comune?”.

Ogni giorno – sui social, in televisione e sulla stampa – assistiamo ad affermazioni di politici di ogni genere e appartenenza, i quali altro non fanno che screditare, attaccare ed insultare i propri avversari, anche raccontando verità manipolate ad arte secondo i propri interessi. Ormai, il bene del proprio partito è superiore a quello della comunità che si è chiamati ad amministrare, sia essa l’intera nazione o il piccolo municipio. E, talvolta, addirittura l’interesse personale viene anteposto a quello comune, spesso in un’ottica di campagna elettorale perpetua a sostegno di sé stessi e contro un “nemico” da battere a tutti i costi. La politica sembra sempre di più un acceso confronto tra tifosi al bar, privi spesso di competenze e conoscenze adeguate, e la cosa più spiacevole è che spesso l’apice di questo confronto ideologico e fazioso avviene nelle sedi istituzionali, come purtroppo capita di vedere nelle Aule parlamentari di Roma.

Anche nel Comune di Varese, questa tendenza si sta avvicinando di pari passo con la scadenza elettorale del 2021, rievocando quello sgradevole clima vissuto nella campagna elettorale del 2016. Già in quell’occasione, infatti, il punto forte di alcuni candidati era lo screditamento e l’insulto degli avversari, cosa che ha portato al record negativo di affluenza al voto sia al primo che al secondo turno.

In questo contesto, la ricerca del Bene Comune viene persa di vista a tal punto che anche semplici e condivise azioni amministrative, poiché proposte da parti politiche differenti, non vengono prese in considerazione o non vengono attuate.

Penso all’estensione del pass rosa per le neomamme dai 6 ai 12 mesi dopo il parto, penso alla chiusura di via Conte Verde a Bizzozero negli orari di ingresso e uscita dei bambini dalla scuola materna, e penso anche alle tante proposte giunte da altri consiglieri che, però, non sono mai state attuate nonostante il voto favorevole del Consiglio Comunale. Tutto ciò, oltre a screditare il ruolo degli amministratori pubblici, danneggia i nostri concittadini. Non si tratta di differenti visioni sul futuro della città, dove si possono avere posizioni divergenti, ma di piccole azioni amministrative volte a migliorare alcuni aspetti della quotidianità delle persone.

Papa Paolo VI prima e il Cardinal Martini poi, hanno definito la Politica come la più alta forma di carità, intesa come servizio gratuito, ossia libero da ogni fine se non il Bene Comune, in favore della comunità in cui si è chiamati a tale compito.

Se non torniamo a intendere l’impegno nella Cosa Pubblica in questa maniera, come avevano ben chiaro i nostri padri costituenti nel dopo-guerra, la disaffezione dei cittadini verso la politica ed i politici aumenterà sempre più, delegittimando così l’azione democratica degli amministratori pubblici. Invece, essere capaci di ascolto, di dialogo e di confronto con tutti, avendo rispetto delle persone e delle loro idee, pur magari non condividendole nel merito, è l’unica strada che può salvare l’interesse dei cittadini alla Cosa Pubblica e migliorare la nostra azione amministrativa.

La democrazia è uno strumento potente e delicato, se usato male si rompe e diventa inutilizzabile. Solo così si può riportare quel senso di comunità che ha reso grande il nostro Paese ma che, adesso, sta lasciando il passo ad uno sfrenato individualismo che non vede nell’altro un bene e un’occasione di crescita, ma un nemico da battere o un ostacolo da scartare. L’atteggiamento di alcuni politici negli ultimi anni, o forse decenni, è il maggiore responsabile di tutto ciò. Ma si può ancora invertire la rotta, a cominciare dal nostro piccolo che viviamo nel Consiglio Comunale varesino.

Dove il confronto, anche acceso, di idee e di proposte tra le diverse forze politiche può essere occasione per costruire il Bene Comune nella nostra comunità, anteponendolo agli interessi personali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2019
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