Il sindaco: “Estraneo ai fatti”, ma l’opposizione chiede le dimissioni

I fatti che hanno portato all'arresto del responsabile dell'Ufficio manutenzioni del Comune al centro del consiglio comunale di venerdì 29 novembre

Induno Olona - Consiglio comunale varie

Grandissima partecipazione di pubblico al consiglio comunale di Induno Olona, convocato nella serata di venerdì 29 novembre. Oltre 150 persone hanno seguito con grande attenzione il punto centrale della seduta, la relazione del sindaco e il relativo dibattito sui fatti che hanno portato all’arresto del responsabile dell’Ufficio Manutenzioni del Comune e di altre due persone, con l’ipotesi di abuso d’ufficio e omessa denuncia per il sindaco Marco Cavallin.

L’argomento, scottante e delicato, dal momento che le indagini sono ancora in corso e molte informazioni sono coperte da segreto istruttorio, ha rischiato di essere discusso a porte chiuse. Infatti, come è stato spiegato dal presidente del Consiglio comunale Mirko Sandrini, il regolamento consiliare prevede che in caso si affrontino argomenti che toccano direttamente una persona, in questo caso il funzionario arrestato, o che se discussi pubblicamente possono ledere gli interessi del Comune, tali punti debbano essere trattati senza la presenza del pubblico.

La trattazione dell’argomento e il dibattito condotti con estrema correttezza da maggioranza e opposizione, hanno invece permesso di affrontare la questione alla presenza del pubblico, composto e attento.

Nella sua relazione il sindaco Marco Cavallin ha inquadrato quanto successo l’11 novembre e ha ribadito la propria estraneità ai fatti: «A distanza di due settimane ribadisco quanto ho detto in quelle ore di smarrimento e amarezza, so di essere pienamente e totalmente estraneo a qualsiasi responsabilità. Sono sereno e convinto di questo e pronto a dimostrarlo nelle sedi opportune». Cavallin ha di nuovo sottolineato la piena e totale fiducia nell’azione della Magistratura e ha spiegato come lui stesso abbia conoscenza solo parziale dell’inchiesta: «Non vedo l’ora di conoscere il quadro esatto dei fatti e di portare la mia voce nei luoghi e nei modi opportuni per stabilire la verità e la mia posizione».

Il sindaco ha rassicurato i cittadini sull’operatività degli uffici comunali: «Dopo il primo momento di smarrimento di amministratori e impiegati comunali per l’inchiesta oggi in Municipio è tornata la quasi totale funzionalità, e devo ringraziare tanto la parte politica quanto il personale del Comune». Cavallin ha poi spiegato come è organizzata la macchina comunale e la separazione dettata dal Testo unico enti locali tra compiti e responsabilità della parte politica e competenze e autonomia dei funzionari comunali, un punto su cui si è a lungo discusso.

Nella replica, il capogruppo Andrea Brenna ha espresso “incredulità e stupore” per le vicende giudiziarie che hanno toccato il paese: «Non possiamo che augurarci che venga fatta al più presto chiarezza, consci che nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio. Come gruppo abbiamo deciso di adottare una linea che potrebbe anche essere giudicata impopolare, attendendo gli sviluppi degli eventi prima di giungere a qualsiasi conclusione.Una linea dettata dalla nostra volontà di agire esclusivamente per l’interesse del paese. Ci saremmo però aspettati che di fronte a fatti così gravi, che vedono anche il sindaco tra gli indagati, venissero fatte subito comunicazioni a noi e alla cittadinanza, e invece abbiamo dovuto chiedere noi sia la convocazione dei capigruppo sia la discussione dell’argomento in consiglio comunale».

«Venendo ai fatti ci chiediamo come è possibile che nessuno dell’amministrazione si sia accorto di quanto stava accadendo – ha proseguito Brenna – Noi abbiamo in più occasioni espresso dubbi sia sulla gestione della cosa pubblica che sui riflessi sul bilancio comunale, ma le nostre perplessità sono sempre cadute nel vuoto. Non vogliamo mettere in discussione l’onestà del sindaco né di chiunque altro, sarà la Magistratura a dare le risposte che chiediamo, ma è evidente che è mancato da parte di questa amministrazione il coraggio delle scelte e da questo è derivata una ferita profonda per tutti noi. Ed è per queste mancanze che devo chiedere ufficialmente al sindaco di dimettersi, permettendo ad Induno di ripartire con un nuovo slancio e permettendo a lei, signor sindaco, di dimostrare con serenità nelle sedi opportune la sua totale estraneità ai fatti».

Alla richiesta di dimissioni ha replicato il capogruppo di “Viviamo Induno Olona”, Maurizio Tortosa, riconfermando a nome di tutto il gruppo la piena e totale fiducia nel sindaco: «In questo momento, vale per tutti la presunzione di innocenza che è alla base del nostro sistema giudiziario, ma quello che deve essere ben chiaro è la differenza che esiste fra chi eventualmente avrebbe commesso un reato e chi invece lavora tutti i giorni, con fatica ed onestà, per il bene dei cittadini e il nostro sindaco è sicuramente fra questi».

Lo stesso Cavallin ha ribadito che continuerà a guidare il Comune: «A chi parla di “non presenza” del sindaco o della Giunta in Comune dico che non è vero, anzi esattamente il contrario: io sono stato, sono e sarò presente in Comune per tutto quanto è necessario fare. Infine, rispondo a chi si chiede se il sindaco ha serenità e lucidità per proseguire nel suo incarico. Sì. Faticosamente, lo ammetto, ho riacquisito in questi giorni serenità e lucidità. Mi è costato molta fatica ma l’ho fatto per la mia onorabilità, per la mia famiglia, il mio gruppo e gli indunesi, perché penso che in questo momento sia giusto che abbiano il loro sindaco, lucido e sereno per poter fare il proprio lavoro».

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Pubblicato il 30 novembre 2019
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