Il sindaco respinge le richieste di dimissioni: “Sciacallaggio dall’opposizione”

Mirella Cerini risponde alle accuse dei consiglieri di minoranza in merito all'indagine sulla Castellanza Servizi e Patrimonio: "Il Comune è parte lesa. Noi abbiamo riportato rigore"

giunta castellanza mirella cerini

Il sindaco di Castellanza Mirella Cerini replica alla nota inviata ieri dalle minoranze che invitano il primo cittadino alle dimissioni dopo lo scandalo emerso all’interno della Castellanza Servizi e Patrimonio, soicetà interamente controllata dal Comune.

«C’è un tempo per ogni cosa e verrà il tempo per far presente ciò che è stato fatto e che stiamo continuando a fare per garantire la legalità nella gestione della nostra partecipata. In questa fase va rispettato il silenzio e il segreto istruttorio che vanno a garanzia di un lavoro proficuo da parte della Magistratura» – così la sindaca risponde a chi continua a tirarla per la giacchetta, in primis le minoranze, sull’indagine che ha portato all’arresto del direttore generale di Csp Paolo Rimoldi con l’accusa di peculato e truffa aggravata allo Stato.

«Le minoranze hanno un bel coraggio per uscire con certe affermazioni visto che è proprio grazie al mio impegno e a quello della mia Amministrazione che qualcosa è cambiato e continuerà a cambiare nella gestione dell’Ente Comunale e di Csp. Fa specie che certi notabili della politica che rappresentano il passato ci accusino di responsabilità rispetto ad una gestione che certamente non abbiamo creato noi, anzi proprio perché noi non abbiamo un passato, stiamo operando in totale discontinuità» – accusa la Cerini, puntando il dito contro «chi – dice – si vanta di fare politica in città dal 1975 e finge di non ricordare che la conferma di Ramolini risale alla precedente amministrazione».

«Un lavoro lungo e silenzioso, iniziato fin dal nostro insediamento, per portare l’Ente e la Partecipata ad essere sempre più aderenti alle norme e alle regole di gestione della Cosa Pubblica, che sono in costante evoluzione, avendo ben saldi 3 principi: che l’Ente va inteso come ente pubblico, che si muove attraverso le procedure pubbliche e che parla attraverso atti pubblici».

Per il primo cittadino il momento della verità saranno le elezioni che potranno arrivare solo a fine mandato: «Saranno i Castellanzesi, con la loro capacità di discernimento a pesare parole e azioni di chi fa solo sciacallaggio politico. E’ a loro che spetterà valutare il nostro operato al termine del mandato».

Riguardo alla richiesta delle opposizioni di poter audire l’amministratore unico dimissionario Veronelli, la Cerini obietta: «Contrariamente a quanto dichiarato dalle minoranze il dott. Veronelli aveva già presenziato in Consiglio Comunale e si era reso disponibile a rispondere a tutte le domande che gli sono state poste durante la seduta. Abbiamo anche convocato, immediatamente dopo i recenti fatti, una riunione capigruppo convinti che l’intera Città e tutti i cittadini ne paghino le conseguenze. Ci aspettavamo la disponibilità a fare fronte comune per salvaguardare il buon nome di Castellanza, ma così non è stato. Un’altra occasione persa per la nostra Città».

La sindaca conclude: «L’attenzione e il controllo da parte dell’amministrazione nei confronti della Partecipata sono sempre stati esercitati, i fatti riscontrati riguardano le responsabilità soggettive di natura penale per cui rispondono i singoli e non mettono in discussione l’assetto organizzativo e gestionale della società. All’azione del singolo risponde il singolo e nella fattispecie la Società e il Comune sono parte lesa».

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 12 Novembre 2019
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