Giornata della disabilità: una ricorrenza da festeggiare

La rubrica di Daniele Cassioli - «Il 3 dicembre non è una data da celebrare: dobbiamo invece festeggiarla come se fosse il 1° Maggio o il 2 giugno». Si parla anche di basket per disabili e di chi lo racconta con leggerezza e ironia

daniele cassioli

(d. f.) Il 3 dicembre è, ogni anno, la data in cui si tiene la “Giornata Internazionale della Disabilità”. Daniele Cassioli ci porta questa settimana “all’interno” di questa importante ricorrenza e ci spiega perché secondo lui non vada celebrata, ma vada piuttosto festeggiata. Due termini che sembrano sinonimi ma che non lo sono: in queste righe scopriremo insieme il perché.

Quando ero al liceo, ho scelto come argomento della tesina per l’esame di maturità l’eutanasia che veniva praticata in epoca nazista sulle persone con disabilità, considerate “errori della natura”. Sebbene il corso della storia abbia confinato a un periodo particolarmente drammatico questa pratica disumana, tuttavia una certa visione della disabilità come qualcosa, se non da cancellare, comunque da nascondere, è rimasta. Una sorta di sommerso che inquieta, un sottobosco che nessuno ha voglia di esplorare. Così è stato per tanto tempo, un po’ in tutto il mondo.
Proviamo a pensare, anche solo restando a “casa nostra”, come le persone affette da una disabilità o da una malattia invalidante siano state per lo più considerate una sciagura da tenere lontana dal mondo. E di conseguenza chi è disabile si è sentito un “errore”, una “vergogna”, perfino un “male”. Se seguiamo però l’evoluzione del linguaggio, ci accorgiamo di come e di quanto negli ultimi anni sia cambiata la considerazione, e di conseguenza la percezione, della disabilità. Da handicappati a portatori di handicap, quindi da disabili a diversamente abili fino all’attuale persone con disabilità.

IL NATALE DELLA DISABILITÀ – In questo contesto allora la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, che si celebra ogni anno il 3 dicembre, rappresenta il Natale della disabilità! Nel senso di una rinascita anzitutto per chi la guarda dall’esterno, poi per chi ce l’ha addosso. Infatti, se il mondo intorno a te cambia la percezione delle cose, di conseguenza cambi anche tu. La Giornata è dunque diventata una celebrazione per sottolineare che perfino la diversità può diventare esempio e stimolo per tutti. Ma non solo.
Io vivo, infatti, questa ricorrenza come un’occasione da festeggiare. Se fino ad oggi, la Giornata è stata soltanto celebrata, il vero passo avanti sarà proprio quando si festeggerà! Quando cioè le persone che hanno una disabilità si sentiranno di festeggiare, proprio come fanno in occasione della Festa del Primo Maggio e della Festa della Repubblica Italiana! Secondo me, infatti, questo sarebbe un traguardo importante. La dimostrazione che davvero ogni difficoltà può diventare un’opportunità, tanto da essere festeggiata.
La Giornata Internazionale delle persone con Disabilità non è allora soltanto una ricorrenza per chiedere diritti o celebrare i traguardi dell’integrazione raggiunti finora. Si tratta anche di un’occasione per contribuire al cambiamento culturale che riguarda tutti noi più da vicino di quanto pensiamo.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE – Una buona notizia in questo senso è stata proprio il 3 dicembre 2019, perché il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), in collaborazione con l’ISTAT e l’INAIL, ha presentato in Campidoglio il rapporto “Conoscere la disabilità” alla presenza del Presidente della Repubblica. Sono molto grato alle parole di Sergio Mattarella che ha dichiarato: «Il nostro Paese ha nei nostri concittadini con disabilità un giacimento di energie, risorse e contributi di cui si priva perché non li mette in condizione di potersi esprimere: è l’obiettivo sociale e politico. Da questo rapporto emerge con chiarezza che il problema della disabilità non è di assistenza ma soprattutto di sostegno, per consentire l’opportunità di realizzazione». Nella prossima puntata della rubrica approfondirò il significato di questo importante rapporto, analizzando i numeri che spesso raccontano più delle parole.
Tutti, infatti, abbiamo una disabilità, solo che qualcuno ce l’ha scritta sulla carta d’identità.

nazionale italiana di basket composta da ragazzi con sindrome di Down

UN’OCCHIATA A… il mondo del basket disabile e chi lo racconta

La prima buona notizia è che la Nazionale Italiana Atleti di pallacanestro con sindrome di Down, appartenente alla FISDIR, (la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), ha vinto per la seconda volta consecutiva i Mondiali che quest’anno si sono svolti in Portogallo.
La seconda buona notizia è che le testate sportive ne scrivono, ma non solo! Anche blog e social di informazione sportiva sulla pallacanestro, non legati al mondo paralimpico – come La giornata tipo e L’umiltà di chiamarsi minors – ne abbiamo riconosciuto l’importanza. Ottenendo anche un buon riscontro fra le community di appassionati. Questo significa che la percezione della disabilità sta cambiando in modo considerevole grazie allo sport. La pratica sportiva, non mi stancherò mai di ripeterlo, abbatte i tabù, persino quelli più difficili legati a problematiche riguardanti l’ambito relazionale. Si tratta di una vittoria di tutto il Paese.

Il sito ufficiale – Daniele Cassioli
Come siete strani voi che ci vedete
 – La rubrica di Daniele Cassioli per VareseNews

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Pubblicato il 05 dicembre 2019
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