Aumenti congelati per metà dei dipendenti comunali, sindacati in agitazione

Una circolare del Ministero delle Finanze blocca il 50% delle progressioni orizzontali previste per il 2019, in barba al contratto decentrato stipulato tra sindacati e amministrazione: "Errata valutazione"

protesta lavoratori comune busto arsizio novembre 2011

I dipendenti del Comune di Busto Arsizio sono sul piede di guerra per una nuova vertenza aperta con l’amministrazione comunale che riguarda le cosiddette “progressioni orizzontali”, in sostanza l’aumento dello stipendio.

Questa mattina i sindacati (Csa, Adl, Fp Cgil, Cub pubblico impiego Iursic, Cisl) e i loro rappresentanti a Palazzo Gilardoni hanno deciso di disertare il tavolo di trattativa col Comune e hanno invitato la stampa per raccontare la situazione che si sta vivendo. L’obiettivo è «tutelare i diritti dei lavoratori sanciti dal regolamento interno firmato con l’amministrazione 3 anni fa nel quale con criteri oggettivi e meritocratici per stabilire chi doveva avere un avanzamento di carriera orizzontale ogni 4 anni. Quel contratto decentrato è stato scritto nel rispetto rigidissimo delle norme contenute nel contratto nazionale». Secondo i sindacati sarebbe bastata una circolare del Ministero dell’Economia che, tra l’altro, era indirizzata al Ministero dei Trasporti, per mandare all’aria quel contratto faticosamente messo insieme.

«A luglio è stata emanata una circolare della funzione pubblica che è stata interpretata dall’amministrazione in modo errato – spiegano i sindacalisti con in testa Angelino Liguori del Csa e Fausto Sartorato di Adl -. Dice che i dipendenti devono avanzare in 2 anni. L’amministrazione dice che per il 2019 potranno farlo solo il 50% di quelli che oggi ne avrebbero diritto, in base al contratto decentrato. La circolare non può mettere in discussione l’accordo decentrato. Noi oggi difendiamo il principio per il quale una circolare non può mettere in discussione un accordo decentrato. Non e un decreto legge».

Il problema delle progressioni orizzontali interessa 29 dei 59 lavoratori che ne avrebbero diritto. Per i sindacati quei 29 ora non hanno diritto per via di una circolare che fissa un numero in maniera arbitraria (il 50%). Da quando la circolare è uscita, fino a dicembre, nessuno avrebbe avvisato i dipendenti del cambiamento di decisione.

Per questo motivo ora i sindacati hanno chiesto al Prefetto un incontro per mettere l’amministrazione davanti alle proprie responsabilità e in caso di mancata conciliazione verrà convocata una nuova assemblea sindacale che dovrà decidere le azioni di lotta da adottare. «Se non si rispettano gli accordi saltano rapporti di correttezza tra amministrazione e sindacati. Oggi le Rsu non si sono presentate al tavolo della trattativa perché la controparte è inaffidabile».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2020
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