Caso Newton, Pinti: “Grave errore la sospensione. Urge ripensamento”

L'intervento di Marco Pinti,  consigliere comunale della Lega di Varese, riguardo il caso che ha portato alla sospensione di 77 studenti che protestavano per il blocco della caldaia

Protesta all'Isis Newton (inserita in galleria)

Pubblichiamo l’intervento di Marco Pinti,  consigliere comunale della Lega di Varese, riguardo il caso che ha portato alla sospensione di 77 studenti che protestavano per il blocco della caldaia

Non si può accettare che quanto accaduto all’Isis Newton venga scaricato indiscriminatamente sulle spalle dei 77 studenti che sono stati sospesi per aver protestato contro le aule fredde. Si tratta di un provvedimento inaccettabile, spropositato e indiscriminato che tradisce soprattutto la mancata capacità da parte della dirigenza scolastica di gestire un momento di tensione, peraltro più che giustificato dal disagio di dover studiare in aule fredde.

Come giustamente già sottolineato da molti genitori è doveroso accertare le responsabilità di chi,  approfittando del caos,  ha commesso degli atti vandalici, ma questo non può certo avvenire sanzionando tutti i ragazzi coinvolti nella protesta.

Il rischio è veicolare tra i ragazzi il messaggio che impegnarsi per migliorare il proprio contesto sia qualcosa di inutile, se non addirittura controproducente per la propria situazione personale, dando una rappresentazione dell’autorità scolastica come di una macchina sanzionatrice che può violare i più elementari principi democratici, gli stessi che dovrebbe al contrario promuovere garantendo una gestione adulta, partecipata e dialogante delle dinamiche di protesta.

Non è invece in alcun modo accettabile il provvedimento con cui il dirigente ha sospeso in via cautelare uno dei rappresentanti degli studenti che durante la protesta si era peraltro impegnato a contenere gli animi più accesi. Ricordo al dirigente che gli organi collegiali rappresentano a tutti gli effetti un riferimento democratico dal basso,  strumenti di cui il suo ruolo dovrebbe essere primo garante e non certo censore.

In questo senso è bene ribadire che l’autonomia degli istituti scolastici non equivale alla possibilità di poter agire arbitrariamente, tanto più quando si ha il difficile compito educativo di intervenire in contesti come l’Isis Newton dove negli ultimi tempi i ragazzi hanno già manifestato sintomi di un disagio che merita più ascolto e rispetto da parte di tutta la città.

Nella lettera che il preside ha annunciato per le prossime ore mi aspetto quindi un suo ripensamento nel merito dei provvedimenti, oltre che un’ ammissione di responsabilità per quanto compete al suo ruolo,  così come da parte delle forze politiche sono in corso tutte le interlocuzioni necessarie tra Comune e Provincia per scongiurare il ripetersi dei disguidi legati alle caldaie.

Resta il dispiacere per un semplice episodio,  peraltro subito sanato dai tecnici di Villa Recalcati, da cui è scaturita una coda di polemiche e provvedimenti che si sarebbero potuti evitare con un po’ di buonsenso.

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Pubblicato il 10 gennaio 2020
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