Alle elementari con 900 alunni in meno

In provincia di Varese l’anno scolastico 2020-2021 inizierà con una trentina di classi in meno (-12%) rispetto allo scorso settembre: tutti i numeri e le prospettive

Generico 2018

Il calo demografico fa sentire tutto il suo peso quest’anno sulle iscrizioni alle scuole primarie della provincia di Varese che vedono uscire diretti alle scuole medie 7649 alunni di quinta (coscritti 2009), a fronte di 6728 iscritti alle classi prime (dati Ufficio scolastico regionale Lombardia).
Significa che l’anno scolastico 2020-2021 delle elementari inizierà con 921 studenti in meno (-12%) rispetto allo scorso settembre. Numeri che minacciano di far saltare una trentina di classi solo tra le primarie, una ogni due istituti comprensivi (sono 71 in tutto gli IC di Varese e provincia).
In calo anche gli alunni nelle classi prime delle medie (326 studenti in meno rispetto agli uscenti, -4%).

Questo il quadro emerso lo scorso 31 gennaio allo scadere dei termini entro cui le famiglie erano tenute a iscrivere i figli a scuola pubblica (attorno al 9% storicamente, sempre secondo l’Ust, i bambini che invece iniziano il percorso scolastico nelle scuole private, paritarie e non). ” Si apre una stagione impegnativa – -spiega il direttore dell’Ust di Varese Giuseppe Carcano – I numeri attuali e, in prospettiva quelli degli anni futuri, sono tali da coinvolgere anche gli enti locali, dai comuni più grandi a quelli più piccoli, in una riflessione necessaria su come governare gli effetti del significativo calo demografico sulle scuole, e i servizi ad essi connessi, che sono parte fondamentale delle comunità”.

infografica nati varese 2009-2018

L’andamento delle nascite monitorato dall’Istat racconta che il fenomeno è solo all’inizio e anzi un balzo ancora maggiore è atteso tra due anni quando i coscritti 2011 (8165 bambini) lasceranno la quinta elementare ed entreranno in prima i 2016, anno in cui tra Varese e provincia sono nati 6971 bambini, quasi 1200 in meno (-14,6%). E a partire dal 2016 anche il contributo alla natalità dei genitori stranieri inizia a diminuire.

“I giochi in parte sono ancora aperti perché i dirigenti scolastici hanno tempo sino al 15 febbraio per presentare la loro proposta sulla formazione delle classi. Ed è su questa proposta che lavorerà l’Ufficio scolastico per costituire le classi e assegnare l’organico”, aggiunge Carcano.
In queste ore i presidi stanno lavorando per cercare di armonizzare al meglio le iscrizioni tra le scuole dello stesso Istituto comprensivo, tra chi ne ha di più e chi meno, e verificando se, al netto di chi ha scelto le private o le paritarie, tutti i coscritti 2014 del territorio di competenza siano riusciti a concludere con successo l’iscrizione sul portale del Miur.

Le famiglie rimangono in attesa perché se la scuola scelta non arriva al minimo degli iscritti necessari a formare la classe (15-18 bambini, casi particolari a parte) potrebbero essere costrette a scegliere un’altra scuola per il figlio. Magari più lontana, e quindi logisticamente più scomoda per l’organizzazione familiare, o con una proposta formativa differente da quella scelta.

Proprio sull’attenzione all’offerta formativa hanno puntato con successo in questi anni alcune scuole per prevenire gli effetti del calo demografico con delle proposte didattiche particolari, dalla senza zaino di Sumirago, dove il numero degli alunni continua ad aumentare (escono due quinte e si formeranno 3 prime a settembre) al metodo Reggio children introdotto a Cazzago con il risultato di una netta inversione di marcia e l’aumento significativo degli iscritti in prima rispetto agli ultimi due anni.
Significative anche le esperienze innovative dell’Istituto comprensivo di Viggiù che arriva a raccogliere nuovi iscritti anche dalla vicina Svizzera.

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Pubblicato il 14 febbraio 2020
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