Parco all’ex-Borri, il comitato risponde: “L’amministrazione maltratta 2745 cittadini”

Sala piena da Boragno per l'incontro del comitato che chiede un parco nell'ex-Borri. Caimi: "La bozza di risposta del dirigente non è ricevibile. Chiediamo serietà e attenzione per il progetto"

Generico 2018

Mentre sono partiti i lavori di rifacimento del tetto dell’edificio principale dell’ex-Borri, c’è un manipolo di cittadini bustocchi che non si arrende e porta avanti l’idea di realizzare nella grande area un parco cittadino, il Parco della Genesi.

In una galleria Boragno strapiena il Comitato Parco della Genesi si è riunito per raccogliere suggerimenti e esporre la “bozza di risposta” dell’amministrazione comunale alla proposta di parco pubblico. «Riteniamo la risposta un monstrum amministrativo – afferma il presidente del Comitato Vitaliano Caimi– assurdo e paradossale. In primo luogo se si tratta di una bozza, essendo un momento di processo decisionale in corso, il Comitato non può averci niente a che fare, per legge. Se si tratta di un errore invece è l’ennesima dimostrazione dell’incuria con la quale l’amministrazione gestisce i rapporti con i cittadini. Tra l’altro il destinatario della proposta era il sindaco, non un dirigente di un Settore- il VI, “Opere pubbliche, Patrimonio S.U.A.P. Ambiente e Sicurezza- che centra poco con il merito della proposta. Il sindaco ha scaricato sulla penna di un dirigente la lettera di risposta, che presentata in questo modo è un’offesa alla dignità del Comitato e ai 2745 cittadini che hanno firmato la proposta».

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E infatti lo fanno notare, smontando riga per riga la “bozza di risposta”. «L’obiettivo è di mantenere aperto un canale – continua Caimi – con l’amministrazione, non solo per convincerli della bontà della proposta, ma anche per andare a fondo per capire i fondamenti del perché si/perché no. A fronte della situazione paradossale, abbiamo arricchito lo statuto del comitato, per organizzare iniziative a supporto del progetto. Le strade sono tante, si potrebbe chiedere ai consiglieri comunali che hanno sottoscritto di attivarsi, si potrebbe passare del presidente del Consiglio Comunale, o andare a parlare direttamente con Antonelli».

Quello che preme, in questa fase, è un consolidamento della “base” del Comitato, “non sfilacciarsi” e continuare a pompare idee e vitalità nel progetto. In effetti la discussione poi prosegue, andando a toccare anche altri spazi che andrebbero valorizzati: dalla Cascina Burattana a quella dei Poveri, passando per il Conventino e l’ex carcere austro-ungarico. «Di esempi di una città in sfacelo ce ne sono, con l’amministrazione che da anni si nasconde dietro ai cavilli della Sovraintendenza. Probabilmente il Borri andrà giù quando sarà il momento, sta di fatto che queste sono delle cicatrici nella nostra storia di comunità. Cercheremo di continuare questo lungo cammino, riteniamo ancora aperta lo possibilità che approvino la proposta, e quindi stasera diamo seguito al percorso di raccogliere suggerimenti e disponibilità ad attivarsi».

A conclusione della serata, Gusto Arsizio ha curato il rinfresco, durante il quale si è continuato a esporre perplessità e provare ad abbozzare idee. Sarà interessante seguire il prosieguo di questa vicenda, un unicum nella storia cittadina, potrebbe diventare il chiavistello con il quale sbloccare una situazione che in 18 anni di proprietà pubblica è parsa sempre più confusa e intricata, con slanci ottimistici sempre seguiti da costanti “nulla di fatto”.

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Pubblicato il 15 febbraio 2020
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