Tutti in classe, a casa propria. La scuola virtuale del Tosi funziona

Il tasso di assenza è stato quello fisiologico. Il Tosi si offre di condividere l'esperienza che viene scelta anche dal Ministero

donna lavoro computer

Tutti presenti all’appello. Anche se ognuno era a casa propria. « È andata benissimo la prima giornata di classi virtuali – spiega la dirigente dell’Ite Tosi di Busto Arsizio Amanda Ferrario – Gli assenti sono stati nella norma, circa il 2% del totale. Ma, soprattutto, i commenti di studenti e genitori sono stati più che positivi».

Che le vacanze straordinarie decretate con ordinanza regionale non fossero estese ai ragazzi del Tosi non è stata vissuta come uno sgarbo: « I ragazzi hanno persino realizzato un “meme” nel loro gruppo di Instagram indicando l’uscita “per la scuola che ha una didattica alternativa”. Il punto è che gli studenti sanno che questo gruppo educante lavora per loro e comprendono gli sforzi che tutti insieme facciamo per portare avanti il nostro impegno. Siamo una comunità non piccola, oltre 2000 persone, e la collaborazione e la solidarietà rendono il clima positivo e collaborativo».

Tutti in classe on line questa mattina, compresi quegli insegnanti che avevano chiesto un permesso per seguire i figli a casa da scuola: « La classe virtuale ha permesso di svolgere il proprio lavoro, garantendo la presenza in famiglia».

Creatività e innovazione sono state messe in campo per avviare una scuola on line di cui non si conosce ancora la durata: « Continueremo così e, anzi, perfezioneremo ulteriormente perché abbiamo raccolto tanti spunti e idee dagli stessi ragazzi e dai docenti – commenta la dirigente – Inoltre ci mettiamo a disposizione di altre scuole con i tutorial che abbiamo realizzato internamente. Ieri ci ha contattato il Ministero che ci ha inserito nella task force nazionale per implementare e diffondere la didattica virtuale».

Al momento, in provincia di Varese non si registrano esempi analoghi, a parte l’istituto Prealpi. Il Tosi si mette a disposizione per avviare una modalità nuova: « Nelle scuole esiste la tecnologia. Se occorre supporto, noi ci siamo!»

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Pubblicato il 25 febbraio 2020
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