Il centro anziani è chiuso ma i servizi non si fermano
L'assessore Sesia: "Continuano i servizi a domicilio e contiamo di riprendere presto le attività"
A causa del coronavirus da quasi due settimane i principali centri di ritrovo della Lombardia sono chiusi o sottoposti a limitazioni. In particolare, cautela e attenzione vanno nei confronti degli anziani, le persone sfortunatamente più a rischio con il virus in circolazione.
Proprio come i teatri e le scuole, anche i centri anziani sono stati chiusi in Lombardia, tuttavia a Sesto Calende, così come nel Basso Verbano, i servizi a domicilio da parte degli operatori sanitari continuano per assistere e supportare chi ha bisogno.
«Per i motivi oramai ben noti – dichiara l’assessore di Sesto Calende Jole Capriglia in Sesia –, abbiamo dovuto sospendere le attività di aggregazione. Ma è importante specificare che il settore dei servizi sociali non ha subito tagli, al contrario è stato implementato. Il fabbisogno è sempre in aumento e, per quanto riguarda gli anziani, è tutto sotto controllo. Come se fossero abbracciati sotto la nostra ala».
La chiusura del Centro Anziani non significa dunque la sospensione degli altri servizi a domicilio come il SAD (servizio di assistenza domiciliare, ndr) e i pasti: «Il SAD– prosegue l’assessore – è restato fermamente immutato, anzi impreziosito. Si tratta di un servizio che, grazie agli interventi quasi giornalieri degli OSS (operatori socio-sanitari), riduce le esigenze di ricorso a strutture residenziali per gli anziani. Le operatrici si occupano infatti della cura della persona anziana in maniera completa: dall’igiene alla nutrizione, dalla mobilizzazione alla spesa, compresa la cura dell’ambiente. Non saranno sospesi neanche i pasti a domicilio. Un peccato è invece dover temporaneamente interrompere il progetto “Pomeriggi Insieme”, di cui siamo molto soddisfatti e orgogliosi».
Il progetto, promosso dall’amministrazione lo scorso novembre ma al momento appunto sospeso, prevede infatti per il giovedì l’uscita settimanale al centro anziani dove poter svolgere attività ricreative o semplici merende in compagnia: «Quando il progetto ripartirà – conclude Capriglia – sarà bello poter contare anche sui giovani volontari provenienti delle scuole superiori. Una collaborazione che darà ulteriore pregio all’iniziativa, valorizzando il rapporto giovani-anziani».
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