“A Malpensa in molte aziende si lavora ancora senza protezioni”
La denuncia della Cub Trasporti, che solleva anche la questione della mancata attivazione della cassa integrazione per Aviapartner
«A dieci giorni dalla chiusura della Lombardia, nonostante le belle parole da parte di governo e industriali alla firma del protocollo sulle norme anti coronavirus negli ambienti di lavoro, al cargo di Malpensa e Linate si lavora senza nessuna protezione».
La denuncia, ferma, viene dalla Cub Trasporti, sindacato di base piuttosto rappresentativo nell’area delle merci dell’aeroporto di Malpensa. «Alha, Mle-Bcube e Beta Trans non hanno predisposto nulla per i lavoratori, che stanno operando senza mascherine o guanti protettivi» scrive Renzo Canavesi.
«Tutto questo con le autorità predisposte al controllo che non fanno nulla. Da subito abbiamo sollevato il problema e chiesto intervento all’Ufficio di Sanità Aerea, all’Ispettorato del Lavoro Varese, all’Asl Direzione Sanitaria Unità operativa territoriale di Malpensa e a Sea spa, oltre che alle società interessate, ma purtroppo come al solito non è stato fatto nessun intervento».
Altro fronte, la questione della cassa integrazione, a fronte della riduzione del lavoro ormai a livelli minimi (qualche decina di voli). «Per affrontare questa situazione Airport e Sea si sono premunite di richiedere la cigs che partirà già da questo lunedì. Aviapartner, pur non avendo in pratica nessuna operatività, non ha predisposto nulla» continua Canavesi.
(foto d’archivio)
«Aviapartner ha convocato le organizzazioni sindacali mercoledì scorso per discutere della Cigs, ma ha poi deciso di non discutere del problema perché non intende anticipare ai lavoratori il sussidio dell’Inps, cosa invece fatta da Airport e Sea. Aviapartner, con questa decisione sta nella sostanza scaricando sui lavoratori la grave situazione, che così sono obbligati a giustificare individualmente le giornate di mancanza di lavoro (ferie festività ecc.)».
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