Cuvio e Cuveglio, due paesi uniti nella solidarietà

Il carrello solidale ha visto la partecipazione di numerosi volontari supportati dal Comune: “Tante le famiglie aiutate, volontari eccezionali“

Avarie

«Sono stati eccezionali». Parole misurate di una frase che lascia tutto all’immaginazione pronunciata alla fine (forse) di un periodo duro, e ci vogliono poche parole per coprire di gloria i volontari della Protezione civile, ma anche della Caritas e di quanti i sono prodigati e ancora si impegnano per aiutare chi non ce la fa: all’ingresso dei punti vendita di alcuni supermercati della Valcuvia c’è una scritta che recita: “Carrello solidale, Cuivio e Cuveglio”.

Da queste parti la solidarietà passa da due Comuni che già diverse attività eseguono congiuntamente. «E anche questa volta abbiamo lavorato insieme», le parole di elogio, e la spiegazione di come ha funzionato la solidarietà in valle arrivano da Marco Bonvicini, vicesindaco di Cuveglio che racconta il dietro le quinte della solidarietà nata con le necessità del territorio che si sono fatte sentire ai primi di marzo.

«Il carrello solidale è stato uno degli elementi insieme a banco alimentare che hanno contribuito settimanalmente al sostegno di circa 20 famiglie», racconta Bonvicini.

«Si è trattato di una grande opera di aiuto e sostegno che ha coinvolto negozi, esercizi commerciali e donazioni private che ci ha permesso di raccogliere molto materiale».

Il servizio ha funzionato e funziona tuttora così: la Caritas si occupa della raccolta dei beni che i cittadini generosi acquistano in più e che finiscono alla fine della spesa fisicamente all’interno del carrello solidale.

«Poi sono i volontari della protezione civile a distribuire i pacchi alle famiglie bisognose» (nella foto, la sede della protezione civile di Cuveglio).

Volontari, appunto, di due paesi, Cuvio e Cuveglio, comunità che insieme hanno affrontato i momenti più difficili della pandemia.

Non è la prima volta che si possono segnalare attività di questo gruppo: come si ricorderà i volontari, assieme a diverse componenti delle forze dell’ordine hanno di recente riconsegnato ai bambini delle scuole elementari e medie bloccati dal lockdown libri e quaderni per consentire loro di completare l’anno scolastico con lezioni a distanza.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Giugno 2020
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