Sara riabbraccerà sua figlia dopo 4 mesi. Finito il lockdown per i figli in affido

La storia di una mamma a cui, 10 anni fa, le è stata tolta una figlia dagli assistenti sociali e affidata ad una famiglia. Ora potrà rivederla ma l'assessore Attolini è cauto: "Stiamo aggiornando i protocolli"

mamma figlio

La fase 3 non sorride solo a chi potrà spostarsi da una regione d’Italia all’altra ma anche a migliaia di genitori e bambini che in questi 4 mesi (già dalla fine di febbraio) non hanno potuto rivedersi. Parliamo dei minori in affido presso altro famiglie oppure ospitati all’interno delle case famiglia.

A Busto Arsizio da ieri, infatti, è ripartita quella parte della macchina dei Servizi Sociali che si occupa della gestione dei rapporti tra i minori e i loro genitori naturali che, un po’ alla volta, potranno tornare a rivedersi. Tra le prime a poter rivedere la propria figlia c’è la bustocca Sara Crespi che proprio in questi giorni ci aveva contattato per chiedere di accendere un faro sulle difficoltà incontrate in questi mesi: «Non vedo mia figlia da 4 mesi, speravo di poterlo fare dal 4 maggio, essendo congiunti, ma mi è stata negata questa possibilità. Quanto dovrò aspettare ancora?».

Sua figlia ha 17 anni e da 10 è tutelata dai Servizi Sociali che l’hanno affidata ad un’altra famiglia. I rapporti con la madre naturale, però, sono buoni e – fino a quando non è iniziata la pandemia – si sono potuti vedere con cadenza bisettimanale nei weekend. Da inizio maggio, con il decreto che lanciava la fase 2, le speranze si erano riaccese ma la prudenza per il rischio contagio ancora alto, ha negato questa possibilità a madre e figlia di vedersi: «Non c’era la sicurezza che madre e figlia non si abbracciassero – spiega l’assessore Attolini -; ora, con il nuovo decreto, le maglie si sono allentate ulteriormente e sono nuovamente consentiti gli abbracci». L’intento era quello di proteggere la famiglia affidataria da un eventuale contagio indiretto, una possibilità negata anche se Sara aveva effettuato il test sierologico: «Il test non garantiva la sicurezza necessaria perchè non avevo gli anticorpi» – le dissero.

Proprio ieri, infatti, la notizia tanto attesa. Madre e figlia si rivedranno il 10 giugno per la prima volta dal lockdown: «Posso rivederla! Qusalcosa si è mosso» – ci ha scritto via sms. L’assessore, però, chiede pazienza: «Stiamo aggiornando i protocolli e ci vorrà tempo perchè tutto vada a regime. Abbiamo programmato i primi incontri ma non potrà essere così per tutti e subito».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 04 giugno 2020
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