Contrabbando tra Italia e Svizzera, la Guardia di Finanza sequestra sette auto e uno scooter

Cittadini italiani comprano autovetture in paesi extra-UE per risparmiare sul bollo auto, sull’assicurazione e su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni

valico di oria guardia di finanza

I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Oria, durante l’espletamento del servizio di vigilanza fissa, presso il locale Valico di Oria Valsolda, nonché dei servizi di vigilanza dinamica, effettuati lungo la zona di confine, dall’inizio del 2020 ad oggi, hanno sottoposto a sequestro amministrativo automezzi di varie marca e cilindrata, immatricolati in territorio elvetico e condotti da soggetti residenti stabilmente in Italia, il cui valore commerciale è pari a complessivi 166.000,00 euro circa. 

L’attività operativa, stante l’insorgenza dell’obbligazione doganale all’importazione ed esportazione (“Convenzione di Istanbul” del 26/06/1990, ratificata e resa esecutiva in Italia con la Legge 479/1995), nonché la regolarizzazione prevista nelle nuove disposizioni al Codice della Strada, ha dunque permesso di sottoporre a sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, sette autovetture ed uno scooter immatricolati in Svizzera. Tra i mezzi sequestrati spiccano una Jeep Cherokee, un’Audi A3 e un’auto di lusso di particolare pregio, il cui proprietario, così come accertato dai militari, risulta residente da tempo in un comune dell’alto lago.

Secondo la “Convenzione di Istanbul”, « mezzi di trasporto immatricolati fuori dal territorio doganale comunitario, ad uso privato ed intestate a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio della comunità in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (Dazi ed IVA), per un periodo massimo pari a sei mesi, anche non consecutivi a decorrere dal primo ingresso nel paese».

Il veicolo può essere utilizzato esclusivamente dall’intestatario «ovvero da un congiunto entro il terzo grado parimenti stabilito fuori dal territorio doganale comunitario, oppure da altra persona stabilita fuori dal territorio doganale, purché debitamente autorizzata dal titolare nonché da persona stabilita nel territorio doganale comunitario a condizione che il titolare od un suo congiunto, entro il terzo grado, si trovi a bordo del veicolo».

L’azione preventiva e repressiva ha permesso l’individuazione dei veicoli utilizzati da persone residenti in Italia che, senza l’autorizzazione doganale ed in violazione alla predetta Convenzione di Istanbul, erano alla guida di un mezzo immatricolato nella vicina Confederazione Elvetica.

È la nuova frontiera del contrabbando; uno degli illeciti economico finanziari che viene contrastato dalla Guardia di Finanza nell’ambito del quotidiano controllo del territorio. Un fenomeno diffuso quello che vede cittadini italiani comprare autovetture anche di lusso in paesi extra-UE per risparmiare sul bollo auto, sull’assicurazione RCA, su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada.

I sette trasgressori sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como, in quanto si sono resi responsabili dell’illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali evasi (Dazi Doganali pari al 10% ed Imposta sul valore aggiunto pari al 22%), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2020
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