Dopo due anni di lavoro, al voto il nuovo regolamento del consiglio comunale

Soddisfazione dei consiglieri di minoranza Boldetti e Longhini, "ispiratori" del cambiamento, ma anche del presidente Giacomo Fisco. La commissione l'ha votata in maniera pressocchè unanime, ora tocca al consiglio comunale

consiglio comunale varese

Ci sono voluti due anni di intenso lavoro della commissione affari generali, ma nella seduta del consiglio comunale del 20 luglio prossimo andrà in votazione la modifica del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale di Varese.

«Un percorso iniziato nel 2018 in commissione affari generali, con le proposte formulate da me e dal consigliere Longhini per migliorare l’attività dell’organo consiliare» spiega Luca Boldetti, rappresentante della Lista Orrigoni in commissione.

Un lavoro che, almeno in commissione e pure nato da membri della minoranza, ha ottenuto praticamente l’unanimità. Un solo consigliere, Carlo Piatti, si è astenuto, ma per motivi “tecnici”: per consentire cioè che la proposta possa essere discussa in consiglio comunale e non mandata direttamente al voto, come sarebbe successo con il voto unanime.

«E’ stato fatto un lavoro molto importante, a volte certosino, per verificare la compatibilità delle nuove regole proposte con le norme di rango superiore, quali il Testo Unico degli Enti locali (TUEL) o lo Statuto comunale – spiega Boldetti – Mi preme ringraziare anche pubblicamente il Segretario Generale dott. Tramontana, il dott. Berti e la segreteria del Consiglio comunale (Luisa, Mauro e, prima di lui, il Tata Bianchi) per il prezioso supporto in questo lungo lavoro di revisione del Regolamento. E ringrazio anche il Presidente del Consiglio comunale Stefano Malerba perchè ha sostenuto l’iter politico di queste modifiche che sembrava essersi un po’ arenato nel 2019».

Un ringraziamento a cui si affianca anche il presidente della commissione Affari generali, Giacomo Fisco: «E’ stato fatto un lavoro davvero importante, perchè ha di fatto modernizzato e reso coerente tutto il regolamento. E proprio per questo il lavoro dei funzionari è stato preziosissimo sia nella revisione che nel rendere concreti tecnicamente i suggerimenti della commissione. E’ un lavoro importante che, proprio perchè riguarda tutti era fondamentale che fosse condiviso. Grazie al grande lavoro di tutti è diventato possibile»

Nel nuovo regolamento, oltre ad aggiustamenti ed ammodernamenti tecnici di regole – come ammettere la videoconferenza, passare dalla consegna a mano delle convocazioni alle email, non calcolare più le questioni della leva obbligatoria o delle circoscrizioni – le più rilevanti modifiche al Regolamento che entreranno in vigore da Settembre provengono dalle proposte dei due consiglieri di minoranza «Che seguono una ratio ben precisa – spiega Boldetti – dare maggior peso al ruolo del Consiglio comunale e di coloro che sono stati eletti, e porre alcuni limiti agli interventi della Giunta».

In particolare, sulle mozioni Sindaco o Assessori potranno esporre il proprio parere nel tetto massimo di cinque minuti, mentre attualmente non hanno un limite; invece, gli interventi dei consiglieri passeranno da tre a cinque minuti. Anche sulle presentazioni delle delibere da parte della Giunta, viene inserito un limite di quindici minuti, che passa a trenta se si trattano i temi del bilancio o dell’Urbanistica, mentre nelle dichiarazioni di voto su questi ultimi due argomenti il tempo a disposizione dei consiglieri è raddoppiato a due minuti. Infine, sarà possibile votare le mozioni, su richiesta del presentatore, per singoli punti e non più solo nella loro interezza, per garantire una maggior efficacia degli atti di indirizzo votati dall’organo consiliare.

«La speranza è che il testo del Regolamento revisionato, così come è stato licenziato dalla Commissione Affari Generali dopo oltre due anni di lavoro, possa essere approvato senza ulteriori intoppi nella prossima seduta del Consiglio comunale» spera Boldetti, ma le premesse sembrano esserci tutte, grazie a un lodevole lavoro condiviso per il bene della macchina democratica comunale.

Stefania Radman
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Pubblicato il 18 Luglio 2020
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