Interventi urgenti su 6 ponti. Osservato speciale quello di Biandronno

Dopo 23 anni dall'ultima ispezione, sono state controllate 29 infrastrutture sulla rete stradale provinciale. Sono tutte transitabili ma in 6 casi sono state disposte limitazioni di velocità e di carico. Magrini: «Un atto di responsabilità»

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Il crollo del ponte Morandi a Genova, che ha causato la morte di 43 persone, ha impartito una lezione che nessun amministratore, pubblico o privato che sia, potrà mai dimenticare: le infrastrutture vanno controllate e manutenute con precisione e continuità. È un atto di responsabilità nei confronti della comunità. Una lezione che la Provincia di Varese sembra aver imparato velocemente: l’ente ha infatti da poco realizzato un’ispezione per stabilire lo stato di salute di 29 ponti presenti sulla rete stradale provinciale.

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A distanza di 23 anni – l’ultima ispezione risale infatti al 1997 – tutte le infrastrutture interessate dal monitoraggio sono risultate ancora percorribili. I tecnici della Provincia, coordinati dall’ingegnere Giorgio Cerin, hanno redatto una scheda per ogni ponte ispezionato attribuendo un codice con tre livelli di priorità, secondo le indicazioni fornite dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Il primo prevede l’obbligo di indagine urgente ai fini della sicurezza, il secondo interventi programmabili dove si attiverà una progettazione dettagliata mentre il terzo comprende tutti quegli interventi che non rientrano nel criterio dell’urgenza.

Dei 29 ponti ispezionati, 6 sono stati catalogati con priorità 1. Si tratta di infrastrutture che richiedono interventi urgenti e già sottoposte a provvedimenti in via cautelativa: la riduzione della velocità di transito a 50 km orari nei casi dove il limite sia superiore e  la riduzione di massa a 44 tonnellate per i trasporti eccezionali di tipo periodico. I ponti interessati da queste limitazioni sono a Vedano Olona sulla sp 233, a Grantola sulla sp 43, a Cassano Magnago sulla sp 20, a IspraBrebbia sulla sp 69, a Biandronno sulla sp 36. Per quest’ultima infrastruttura, a causa di una infiltrazione d’acqua, è stato disposto anche un sistema di monitoraggio continuo. (foto in alto)

«La nostra priorità – ha spiegato Marco Magrini consigliere delegato alla viabilità – è verificare che i ponti più significativi del territorio siano percorribili in totale sicurezza dai cittadini e anche dal traffico pesante che deve raggiungere le imprese».

Complessivamente i ponti presenti sul territorio, compresi i ponticelli, cioè quelli fino a dieci metri, sono 180. Nel monitoraggio della Provincia sono state ispezionate le infrastrutture lungo la sp1, da Capolago a Buguggiate, la sp 57 e la sp 3 dalla Folla di Malnate al valico di Gaggiolo, includendo in questo percorso anche la diramazione  della sp 42 da che conduce da Lozza alla zona produttiva di Castiglione Olona. E ancora i ponti sulla sp 233 Varesina con diramazione lungo le strade provinciali 60 e 65 per il collegamento con la statale Briantea verso Como. Dodici ponti sono stati catalogati con priorità 3, altri 6 con priorità 2, mentre i restanti con priorità 1 ma senza limitazioni di transito.

La fase di indagine e studio sulle infrastrutture provinciali è stata finanziata dalla Regione Lombardia con un primo stanziamento di 254 mila euro, ma si aspettano ulteriori finanziamenti sia da parte del  Pirellone che del ministero competente. Gli interventi di ripristino per i 6 ponti con maggiori criticità e limitazioni di transito richiedono 1 milione e 100mila euro a cui se ne aggiungono altri 500 mila per gli altri interventi classificati con priorità 1 ma senza limitazioni. Complessivamente la somma da stanziare per tutti i 29 ponti ispezionati è di 3 milioni e 628mila euro.
«È anche probabile che questa cifra scenda di importanza man mano che verranno effettuati gli interventi – ha commentato l’ingegnere Cerin – Non consideriamolo un costo ma un investimento perché a conti fatti lo Stato ci guadagnerà».

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 20 Agosto 2020
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