Binelli: “Novanta Comuni fanno causa a Varese, Galimberti ci fa rischiare una multa milionaria”

Il capogruppo della Lega Nord interviene sulla questione del risarcimento milionario chiesto dai soci di Acsm Agam. La replica del sindaco: "La sentenza del consiglio di Stato smentisce le tesi di tutti"

Varese generiche

I comuni di ComoSondrio e Monza e Lario Reti Holding hanno richiesto danni al comune di Varese per una cifra stimata tra i 4,8 milioni e i 15,6 milioni di euro, per aver sovrastimato il proprio ente in sede di distribuzione delle quote azionarie della società. La notizia è dei giorni scorsi e oggi è arrivata la reazione della Lega per voce del capogruppo Fabio Binelli.

“La figuraccia che il sindaco Galimberti e il Partito Democratico di Varese stanno facendo fare alla città di Varese è di quelle veramente umilianti – dice Binelli – .
Non si era mai verificato nella storia che un Comune denunciasse un altro Comune di aver gonfiato la valutazione della propria quota sociale ma è l’accusa che non uno, ma oltre 90 Comuni (Sondrio, Como e Monza, oltre a Lario Reti Holding, società che riunisce 87 Comuni delle province di Lecco e Como) stanno rivolgendo a Varese“.

“E il dramma è che hanno ragione, perché nel dicembre 2017 Galimberti annunciava l’adesione del Comune di Varese alla costituzione di ACSM-AGAM (nella quale Varese otteneva anche la presidenza del settore Ambiente della nuova società), ma dopo soli 8 mesi, nel luglio 2018 la stessa giunta Galimberti dichiarava che il contratto per il servizio di igiene urbana fino al 2030 non era più valido perché una legge imponeva al Comune di Varese di procedere ad una gara per l’affidamento entro il 31 dicembre 2018” si legge nel comunicato diffuso dalla Lega Nord Lega Lombarda.

“Peccato che la norma in questione sia la legge 115 del 29 luglio 2015 e ben nota all’avvocato amministrativista Galimberti quando nel 2017 dichiarava agli altri Comuni lombardi che con il conferimento di ASpeM, ACSM-AGAM avrebbe potuto gestire il servizio di igiene urbana fino al 2030. Un’operazione che ricorda il gioco delle tre tavolette, indegno di un’amministrazione comunale. In occasione del Consiglio Comunale in cui veniva discussa la gara per il servizio di igiene urbana, il 21 novembre 2018, ACSM-AGAM faceva pervenire una lettera ai consiglieri sulla anomala procedura seguita, ma la richiesta della minoranza di rinviare la delibera per poter approfondire l’argomento veniva rigettata dai consiglieri del PD e soci, in modo talmente arrogante da indurre l’opposizione ad abbandonare l’aula“, continua Binelli.

“Adesso la situazione è grave, perché una richiesta di danni tra i 5 e i 15 milioni di euro rischia di essere un fardello pesantissimo per l’amministrazione che verrà dopo Galimberti e il marchio di “Comune peracottaro” precluderebbe a Varese quel ruolo propulsivo in campo istituzionale che le è stato proprio prima della involuzione in cui l’ha sprofondata il PD varesino. Viene da chiedersi se questo danno non debba essere risarcito dai consiglieri che hanno approvato una perizia di valutazione che si è dimenticata dell’esistenza di una legge.
Ma lo scenario potrebbe essere anche peggiore perché la sopravvalutazione delle quote ASpeM del Comune (e quindi anche di quelle di A2A, l’altro socio di ASpeM) interessa due società quotate in borsa come ACSM-AGAM e la stessa A2A e in questi casi scatta la tutela del risparmio, garantita da CONSOB, con conseguenze difficilmente prevedibili.
Ci si può chiedere se quella di Galimberti sia incapacità o furbizia andata male; in ogni caso non si amministra così”.

LA RISPOSTA DEL SINDACO GALIMBERTI

Galimberti aveva già avuto modo di spiegare quale fosse la posizione del Comune di Varese: “Il Consiglio di Stato, nel luglio del 2020, confermando l’orientamento già espresso dal Tar nel mese di luglio 2019, ha fugato ogni dubbio in merito al fatto che il Comune di Varese ha operato secondo la legge – precisa il comune di Varese – In particolare, indicendo la legittima gara, il Comune ha evitato una gravosa procedura di infrazione cui nel 2012 ha dato avvio la Comunità Europea, che ha, infatti, ritenuto illegittima la proroga ultraventennale della concessione a suo tempo rilasciata a favore di ASPEM (ora ACSM-AGAM). La circostanza era nota a tutti gli operatori. Per questo, se ci saranno le condizioni, ci uniremo agli altri enti per chiedere il risarcimento nei confronti delle società e dei professionisti incaricati di fare le valutazioni, peraltro scelti ed incaricati proprio da alcuni degli enti che vorrebbero ora avviare l’iniziativa giudiziaria. Bizzarro il fatto che si ipotizzi di chiedere i danni ad un ente che, come certificato dal Consiglio di Stato, non ha fatto altro che applicare la legge e che ove non l’avesse fatto avrebbe subito le pesanti conseguenze legate alla procedura di infrazione europea”. E oggi il sindaco Davide Galimberti aggiunge: “Penso sia meglio far parlare la sentenza del consiglio di stato del luglio scorso, così le tesi di tutti verranno smentite” (Qui la sentenza del Consiglio di Stato)

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Febbraio 2021
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