I commercianti di Gallarate in piazza Garibaldi : “Prima dell’area pedonale servono i parcheggi”

L'idea di una piazza in parte o in tutto pedonale ha messo in agitazione i commercianti. I più nettamente contrari, alcuni favorevoli. Al centro c'è il nodo della sosta

Commercianti in agitazione, a Gallarate, per l’idea di una pedonalizzazione – parziale o totale – di piazza Garibaldi, grande spazio urbano oggi dedicato quasi esclusivamente alla sosta delle auto. L’idea – già affacciatasi anche in passato – è stata rimessa in evidenza dalla candidata del centrosinistra Margherita Silvestrini, che in due diversi incontri ha proposto suggestioni su una piazza più verde e non più dedicata solo al parcheggio dei veicoli.

Un’idea, non ancora concretizzata in proposta precisa (chiusura parziale o totale?).
Ma solo l’idea ha messo in allarme i commercianti: «Noi abbiamo chiesto ai nostri referenti di via fare un sondaggio e la maggior parte dei commercianti sono contrari, salvo due» dice Luca Filiberti, proprietario immobiliare e presidente del Naga, l’associazione dei commercianti del centro.

«Una piazza più green può essere una idea ma non è che senza macchine la piazza diventa in sé più bella». Filiberti ha ricordato anche i progetti del Distretto del commercio per portare più verde nel centro pedonale e contesta anche la scarsa chiarezza dell’idea: « Se si chiude al traffico la piazza, cosa si farà su Mazzini e via Postporta? Chiudiamo anche quelle? O facciamo passare le auto da via Turati, aprendo un pezzo di ztl al passaggio delle auto?».

A Filiberti fa eco Milena Betto, direttivo Ascom ed esercente in via Manzoni: «Chi ha detto no lo dice perché ad oggi manca un piano parcheggi, che è essenziale. Avere una piazza riqualificata è una bella prospettiva ma non deve essere avulsa dal resto: serve costruire nuove luce e respiro non solo su una piazza ma su tutto il centro. Oggi togliere il polmone dei parcheggi diventa problematico». Stessa prospettiva ripetuta anche da altri commercianti del gruppetto che si è riunito in piazza per far sentire la propria voce e la preoccupazione per l’eventuale progetto.

Generica 2020

Non manca però chi è invece favorevole alla prospettiva di una piazza che in parte rinunci ai parcheggi per creare un ambiente più accogliente ed invitante: «Porterebbe molte più persone a fare un giro in centro e darebbe slancio per aprire nuovi negozi e locali», è convinto Alessandro Liberali, dell’enoteca Molecole di vino. E i parcheggi? «In duecento metri ci sono tre silos a disposizione: sono quasi sempre vuoti eppure sono vicinissimi alla piazza». Il riferimento è al parcheggio sotterraneo (pubblico) Seprio Park di via Bonomi, al silos fuori terra di via XX Settembre e a quello in fondo a via Mazzini. Liberali cita poi i tanti centri medio-piccoli in Europa che hanno vaste aree pedonali e silos per parcheggi immediatamente a ridosso: «Quando poi torniamo dalle vacanze li citiamo dicendo che sono centri belli e a misura d’uomo».

piazza Garibaldi Gallarate
Una delle elaborazioni proposte da Silvestrini è quella realizzata da Giovanni Mandelli, del progetto Strada per tutti, che ha usato una foto pubblicata da VareseNews in pieno lockdown di marzo 2020: la piazza svuotata dalle auto (che compaiono solo in fondo, sull’asse tra via Verdi e via Postporta) diventa spazio da frequentare, con sedute e alberi.

La questione dei parcheggi e di una strategia complessiva torna anche nel giudizio di Renato Chiodi, presidente di Ascom Gallarate-Malpensa: «Il punto non è la riqualificazione o meno, che è idea una interessante e stuzzicante, ma creare le premesse per realizzarlo. Ovvero dare garanzie al commercio del centro in modo da favorire la frequentazione». Il tema della sosta viene ribadito come centrale, con la necessità di un piano ben articolato. «È il momento sbagliato per proporlo? Non è detto. Occorre farlo in modo corretto e non con voli pindarici ma con idee concrete».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 17 Marzo 2021
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