Inchiesta su Cassano Magnago, interrogato il vicesindaco Coghi: “Non ricordavo dell’affitto a Sieco”

Nell'ambito dell'indagine della Procura di Busto Arsizio sugli amministratori pubblici cassanesi è stato ascoltato per 4 ore uno dei personaggi chiave sull'affitto di un suo capannone alla municipalizzata

nicola poliseno osvaldo coghi

L’indagine della Procura di Busto Arsizio sull’amministrazione di Cassano Magnago prosegue e ieri è stato interrogato uno dei principali indagati della vicenda, il vicesindaco e assessore a Lavori Pubblici e Urbanistica Osvaldo Coghi, accusato di turbativa d’asta per aver affittato un capannone di proprietà di una sua società alla Sieco, azienda municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti a Cassano e in altri comuni della zona.

L’interrogatorio da parte del sostituto procuratore titolare del fascicolo, Nadia Alessandra Calcaterra, è durato circa 4 ore durante le quali il vicesindaco ha provato a spiegare come fosse possibile che una società a lui riconducibile affitterebbe dal 2016 alcuni spazi alla Sieco, guidata fino al 2019 da Antonio Frascella (anche lui indagato come Coghi e lo stesso sindaco Poliseno), per una cifra che ad oggi avrebbe fruttato alla Casa del Gas (questo il nome della società) circa 40 mila euro.  Coghi, assistito dal suo legale, avrebbe detto di essersi dimenticato di quel contratto una volta assunte le cariche pubbliche di cui ancora oggi è titolare. Lo stesso contratto è stato poi bloccato dal nuovo amministratore unico della società Fabio Giordani.

Le vicende al vaglio degli inquirenti su Cassano Magnago sono diverse. Oltre a quella del capannone c’è anche un filone d’indagine che riguarda la realizzazione del supermercato Lidl e le opere accessorie (coinvolto l’ex-sindaco di Gallarate Nicola Mucci in qualità di intermediario) e l’utilizzo da parte del sindaco Nicola Poliseno di fondi del partito Forza Italia per il pagamento dell’affitto del suo ufficio privato e l’uso indebito dello strumento della cassa integrazione per la sua dipendente (denari restituiti in entrambi i casi dopo l’intervento della magistratura, ndr). Per questi due fatti la Procura ha ipotizzato i reati di appropriazione indebita e truffa allo Stato.

 

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Marzo 2021
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