Sospeso il primo medico di base non vax. ATS: “Situazione dagli effetti devastanti”

Primo caso di sospensione nel Comasco ma altri ne seguiranno. Ogni medico ha tra i 1500 e i 1700 assistiti che si ritrovano senza riferimento

asl di varese

Sono circa 900 i sanitari “no vax” che Ats Insubria ha contattato e che vengono sospesi dal servizio. Un numero in continua evoluzione, a mano a mano che si completano le indagini con l’incrocio di informazioni o il personale decide di sottoporsi a vaccino.

La raccomandazione di Ats Insubria agli operatori è quella di ottemperare all’obbligo. L’allarme, più che nelle strutture sanitarie, è elevato nel territorio. Tra i medici “sotto indagine” anche qualche medico di medicina generale: « Non sono molti – commenta la dottoressa Maria Cristina Della Rosa, direttore dipartimento cure primarie di Ats Insubria – il grande problema, però, è che ogni medico ha circa 1550/1600 pazienti. Se viene sospeso, questi cittadini rimangono senza riferimento. Date le difficoltà della medicina territoriale che ha già numerose lacune, se aggiungiamo anche queste sospensioni, la situazione diventa davvero preoccupante».

Il primo caso è già scoppiato ed è nel Comasco. Il medico in questione è stato sospeso: « Al momento, abbiamo tamponato, affidando i suoi assistiti ai colleghi con cui il medico operava in rete. Ma è una situazione provvisoria. Stiamo cercando qualcuno che acconsenta a sostituirlo fino alla fine di dicembre o fino a quando non deciderà di vaccinarsi. La medicina del territorio è già in difficoltà, queste sospensioni hanno effetti devastanti».

La questione è anche in capo ai sindaci: gli ambulatori, spesso, sono di proprietà del medico per cui l’eventuale sostituto deve cercare uno spazio alternativo. Anche in provincia di Varese si stanno completando le indagini su alcuni medici di medicina generale e qualche sindaco è già allertato. 

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 23 Settembre 2021
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Commenti

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  1. Giorgio Martini Ossola
    Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Occorre aggiungere altro? Il vaccino whatever it takes,non importa se migliaia di persone restano senza medico perchè la cosa che conta davvero è che il vaccino lo faccia anche chi è contrario.Pur essendo un medico e molto probabilmente avrà delle ragioni piu che valide viene etichettato come novax e messo da parte. Mi auguro che i suoi colleghi siano solidali con lui e rifiutino di prendere in carico tutti i suoi pazienti,i diritti acquisiti non vanno calpestati e questo dovrebbe essere una priorità per tutti,perchè una volta aperta la strada saremo tutti in pericolo.

    1. Scritto da Felice

      I diritti acquisiti? Quali diritti? Quelli di infettare liberamente i suoi pazienti e magari di continuare la folle, opportunistica e menzoniera campagna no vax influenzando i pazienti stessi sfruttando la sua posizione privilegiata da medico curante (perchè possiamo solo immaginare quali idee alternative ed irresponsabili passino per la testa di un medico che rifiuta i vaccini ….praticamente la negazione della sua stessa professione medico-scientifica).
      A fronte di 2,7 miliardi di vaccinati completi nel mondo queste persone sfruttano la immunizzazione della popolazione per poi remare contro e portare avanti battaglie sterili, anti-scientifiche e soprattutto codarde visto che quando venite infettati ed una percentuale di voi deve ricorrere alla ospedalizzazione non siete nemmeno coerenti con voi stessi nel rinunciare le cure e ci tocca anche spendere soldi pubblici per curarvi negli ospedali.
      Mi auguro che vengano sospesi tutti…..nel campo medico scientifico non c’è spazio per questo ritorno al medioevo….chi farfuglia i fantomaci “danni da vaccino” o porti delle prove concrete avallate dalla comunità internazionale e non dai social oppure è semplicemente un irresponsabile o in malafede o entrambi.
      A proposito di contagiati….Istituto San Raffaele…la totalità dei ricoverti per Covid è senza vaccino.
      Si dubita anche di questo?

      1. massimiliano_buzzi
        Scritto da massimiliano_buzzi

        spesso mi trovo in una posizione di infastidito contrasto con il pensiero del sig. Felice, ma in questo caso sono schieratamente convintamente del suo stesso identico avviso. esistono on line una quantità immensa di materiali scientifici che demoliscono parola per parola, dato per dato, affermazione per affermazione ogni singolo argomento mai posto dal intera compagine novax nel mondo. ogni caso è stato affrontato, sviscerato, analizzato minuziosamente. e tutto quello che fino ad oggi ancora lascia un margine di dubbio, ogni episodio incerto o equivoco con il semplice passaggio del tempo verrà a sua volta smontato e spiegato in maniera scientifica e razionale. il movimento no vax è spinto da argomentazioni discutibili quando non del tutto deliranti e scientificamente irricevibili. un medico o un operatore sanitario no vax è oggiogiorno un insulto alla categoria stessa, alla scienza e alla missione medica in generale. egli oltraggia e svilisce tutto ciò che invece dovrebbe rappresentare.

      2. Mic 19135
        Scritto da Mic 19135

        caro felicetto, ci sarebbe, nei paesi civili, la possibilità di scelta. Avrà ragione il medico? Avrà ragione lei? Ad oggi, nessuno lo può sapere, quindi si metta comodo sul divano a commentare la grandine su Tradate

  2. Scritto da Viacolvento

    Il diritto per i medici a non vaccinarsi esiste in tutti i paesi UE, salvo la Francia, ed anche in Svizzera, insieme a quello di sposarsi fra persone dello stesso sesso, così apprezzato da Felice.

  3. Alberto Gelosia
    Scritto da Alberto Gelosia

    Non capisco come si faccia a prendere provvedimenti contro una persona che non ha fatto una cosa (in questo caso il vaccino) che nessuna legge lo obbliga a fare.
    Penso che presto i tribunali del lavoro avranno molto da fare.

    1. Scritto da Felice

      Con tre pronunce distinte ma di tenore analogo (ordinanze n. 79833, 79834 e 79835 del 16 agosto 2021), il Tribunale di Roma, Sezione Feriale Lavoro, ha respinto i ricorsi cautelari di tre sanitari, posti in aspettativa non retribuita per tre mesi dall’azienda presso cui operavano, per rifiuto ingiustificato di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19 e l’impossibilità di impiegarli in mansioni alternative.
      Non è corretto dire che non esiste l’obbligo in quanto l’art. 4 del D.L. n. 44/2021 ha appunto introdotto l’obbligo di vaccinazione contro il Covid per il personale sanitario, pena la sospensione non retribuita in caso di rifiuto ingiustificato.

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